Vivere in carcere a Ferrara

Oggi abbiamo pubblicato sul nostro sito web  la lettera di una donna che attraverso il presidente dei Radicali di Ferrara, Mario Zamorani, ci fa pervenire in redazione la descrizione di come si vive in carcere a Ferrara. Chi scrive ha una persona cara detenuta nel carcere di Ferrara e per questo non si firma, aggiunge Zamorani.

Ci colpisce della lettera la segnalazione nuda e cruda di quanto già tutti noi sanno e fingono di ignorare. La mancanza di privacy, regole assurde per le ore d’aria, caldo soffocante nelle celle di 3m x 4 dove vivono tre persone. Prezzi troppo elevati dei prodotti da comprare obbligatoriamente dentro il carcere, eppoi il freno al trasferimento dei tossicodipendenti dal carcere in comunità, secondo quanto previsto dalla legge.

Regole, dice la scrivente,  che non sembrano giustificate dalla legge, ma dalle difficoltà di un’organizzazione che fra i suoi obiettivi non persegue certo  la riabilitazione

Il mio ruolo, dice  Zamorani,  nella mail di accompagnamento,  è solo quello di tramite, ma spero davvero che possiate dare voce a queste parole che aprono qualche squarcio nella  pesante separatezza fra la comunità dei liberi e quella dei detenuti.  Noi ci riserveremo di approfondire, come già abbiamo fatto in passato le denunce della lettera, intanto chiediamo a chi ne ha la responsabilità di verificare le ragioni di quanto segnalato.

 

La lettera è on-line all’indirizzo http://www.telestense.it/pensieri-sul-carcere-0721.html

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