I 100.000 scalini di Davide Capuano

La scalata del runner ferrarese seguito da Andrea De Vivo

Conosco Davide da qualche mese, afferma Andrea De Vivo, dirigente della Uisp di Ferrara e responsabile Atletica e la sua compagna entrambi Runner e prima della quarantena avevamo iniziato a seguirlo al campo scuola di via porta catena con una videoanalisi della corsa e poi con alcuni esercizi specifici.
“in questo periodo difficile troppo spesso, anche in questi giorni, i Runner’s sono stati bersagliati da critiche, scatenando un clima d’odio dannoso per tutti; l’attività fisica è indispensabile, ora più che mai e penso che Davide con questa “impresa” abbia dato un segnale positivo a tutti”

Ma, perchè 100 mila scalini?

Racconta Davide Capuano: “Ho iniziato questa sfida dei 100 mila scalini inconsapevolmente, creandola giorno dopo giorno. Tutto è nato dalla mia passione per la corsa, per poter stare all’aperto, a contatto con la natura e per mantenere il mio benessere fisico e mentale.
Con la quarantena, non potendo più uscire per correre, mi sono chiesto: cosa posso trarre di positivo da questa situazione? Come posso mantenere il mio benessere fisico e mentale pur dovendo stare in casa? (considerando che vivo in un appartamento di 50mq senza spazio esterno). Così, nel tentativo di trasformare in positivo la situazione, per non rimanere a lamentarmi seduto sul divano o sulla sedia, ho iniziato ad allenarmi correndo per le scale del palazzo, prendendo ispirazione dall’ ultra runner Alex Tucci.
Ho iniziato giorni fa con 3000 scalini (1500 a salire e 1500 a scendere), giorno dopo giorno ho continuato e aumentato il ritmo e il numero di gradini.
Già il primo giorno mi sembrava di aver scalato l’Everest, ma oggi, dopo 19 giorni, facendo un po’ di calcoli mi sono ritrovato a fare 100.350 scalini di corsa, per un totale di 20.070 mt D+-, così ho “scalato” l’Everest a Ferrara. Certo, mancano un po’ di paesaggi mozzafiato. Dopo un po’ salire e scendere per le scale è monotono, farlo per 670 volte in 19 giorni è una bella sfida, ma mi sono divertito tantissimo. E la cosa importante è che questo mi ha aiutato a non vivere queste settimane in maniera sedentaria, riuscendo a mantenere una media giornaliera di 14.000 passi.
Arrivato a metà strada verso il gradino 100.000 ho deciso di proseguire la “scalata” scalzo, in modo da rafforzare i muscoli dei piedi e i tendini, in modo che le dita dei piedi si “aggrappassero” ai gradini, proprio come la natura vuole. E poi, diciamocelo, forse i vicini non erano così contenti di sentire la mia corsa.
Alla fine di questa quarantena sicuramente torneremo a correre all’aria aperta, a correre nei parchi, sulle spiagge o sulle montagne e sicuramente apprezzeremo ancora di più tutto quello che potremo vedere. Nel frattempo posso dire di sentirmi pronto ad affrontare la prossima sfida e la prima che affronterò sarà di certo un bel trail in montagna”

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