1945 – 2014: il Giorno della Memoria a Ferrara

giornata memoria

Una «miserabile provocazione». Nel Giorno della memoria, il presidente della Repubblica Napolitano ha definito così i gesti antisemiti dei giorni scorsi.  

Scritte antisemite sui muri di Roma, tre pacchi contenenti teste di maiale alla sinagoga della capitale, all’ambasciata israeliana, alla sede di una mostra dedicata alla Shoah; altrettante testimonianze del fatto che lo spettro del razzismo assassino continua a manifestarsi intorno a noi.

“Un fatto disgustoso e inaccettabile – ha spiegato il sidnaco di Ferrara Tiziano Tagliani – , un gesto vigliacco e ignobile che ferisce non solo la Comunità ebraica ma che offende tutti gli italiani”.

Il 27 gennaio è l’anniversario del giorno in cu l’armata rossa abbatté i cancelli del Campo di concentramento di Auschwitz, rivelando al mondo l’orrore; lo sterminio di milioni di ebrei, di ROM, di oppositori politici. L’eco degli episodi razzisti di queste ore ritorna nelle parole pronunciate dal prefetto di Ferrara, Michele Tortora, alla cerimonia annuale organizzata in occasione della giornata della memoria.

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Giovanni Cavallini, 88 anni, (3 41 37 e seguente) è uno dei 625 militari ferraresi che dopo l’8 settembre furono internati nei campi di concentramento nazisti, per non aver voluto aderire alla repubblica fascista di Salò; se gli si chiede di ricordare i terribili giorni trascorsi in un lager polacco, ti chiede di lasciar perdere, troppo il dolore, troppe le lacrime. E’ uno degli otto ferraresi, l’unico superstite, che in occasione della giornate della memoria hanno ricevuto la medaglia d’oro del presidente della Repubblica. Ricordare l’orrore perpetrato in quegli anni è un dovere, ha spiegato, intervenendo alla cerimonia, il presidente della consulta degli studenti della provincia di Ferrara.

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