2013: un anno di sanità ferrarese – VIDEO

ospedale cona

A dare il ‘la’ alla riorganizzazione della sanità ferrarese è stato, a metà marzo, l’assessore regionale alla sanità, Carlo Lusenti, in conferenza territoriale socio sanitaria: “La sanità ferrarese è quella che, negli ultimi 10 anni, in Emilia-Romagna ha speso di più. Se per ogni assistito in media la Regione spende 96 euro, a Ferrara se ne spendono 104. Una situazione -conclude Lusenti- che oggi non è più sostenibile”.

Per i vertici regionali e della sanità si parla di riorganizzazione, ma per molti cittadini e pazienti si tratta di tagli. Ad inasprire gli animai il progetto di trasformazione di alcuni ospedali in Casa della Salute. A partire da quello di Comacchio. Nel S.Camillo gli spazi dell’Ex Rsa e quelli dell’ex day surgery vengono destinati agli ambulatori dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta. Ma buona parte della comunità di Comacchio è contraria alla Casa della Salute e chiede alla Regione il rispetto degli accordi presi nel 2001 e di cedere la gestione del ramo d’azienda ai privati. Tra una protesta e l’altra, compresa l’occupazione del S.Camillo, ancora in corso da ottobre, la situazione è installo da dicembre dopo l’incontro in Prefettura dove il governatore Errani conferma il progetto di riorganizzazione.

Si trasforma invece in Casa della Salute l’ospedale S.Giuseppe di Copparo dove, a settembre, a supporto dell’ambulanza del 118 arriva anche un auto medica e l’ospedale Borselli di Bondeno, danneggiato duramente dal sisma, per la cui ristrutturazione serviranno almeno due anni . Nessuna modifica invece all’ospedale di Cento, dove al SS Annunziata in attesa del nuovo pronto soccorso, a dicembre sono stati inaugurati i reparti di terapia intensiva e l’area medica. Qualche polemica invece si registra la Delta di Lagosanto, con la pediatria che a gennaio del 2014 sarà unificata con quella dell’ospedale di Cona a Ferrara. Esperimento già attuato, a luglio, con le radiologie, che ha fatto arrabbiare i sindacato dei dirigenti medici.

Al nuovo S.Anna per tutto l’anno è continuato, intanto, il braccio di ferro tra azienda ospedaliero-universitaria e Progeste, il consorzio di imprese che ha costruito l’ospedale ma che dovrà gestirne i servizi no-core per i prossimi trent’anni. Un contenzioso arrivato in tribunale che ne blocca, in alcuni casi, la manutenzione, creando disagi, anche spiacevoli. Come quello accaduto a marzo con i liquami caduti dal soffitto sul pavimento del Triage del pronto soccorso, per il quale via Aldo Moro ha già chiesto un risarcimento danni a Progeste.

Nel 2013, a Cona, in pronto soccorso sono arrivati più codici gialli e meno codici bianchi. Presto si trasferiranno a Cona la dermatologia, il Centro dello Scompenso Cardiaco dell’ex dispensario, la medicina nucleare e la radioterapia. Da Corso Giovecca, il 20 dicembre, è arrivata la prima pietra del nuovo ospedale, già benedetta nel 1990 da Papa Wojtyla, nuovamente benedetta da Mons. Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio.

L’ex Sant’Anna si sta trasformando in una Casa della Salute. Nell’anello di Corso Giovecca, dal 20 novembre, è attivo un ambulatorio infermieristico, aperto sei ore, dal lunedì al venerdì: potranno accedervi gratuitamente tutti i cittadini, ma sarà necessaria la prescrizione del proprio medico. Nell’ex anello sono arrivate nei mesi di ottobre e di novembre la medicina di gruppo Giardino e Sant’Anna (nata dalla fusione della Mentessi e dell’Angeli) che assistono circa 10mila pazienti. Il loro servizio è rivolto ai cittadini a in carico ai medici che ne fanno parte. Nel nuovo anno arriveranno, da Via Cassoli, anche il Cup, il punto prelievi e l’assistenza domiciliare.

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