Il calcio italiano attende le decisioni del Consiglio Federale in programma lunedì

Dovrà predisporre le norme per assegnare titoli, promozioni e retrocessioni in caso di stop definitivo dei campionati

A due settimane dalla ripresa del campionato sono ancora tanti gli interrogativi e i timori. Si timori, perché il rischio di un altro stop resta d’attualità. Molto è legato alla quarantena fiduciaria che dovrebbe osservare tutto il gruppo squadra, nel caso venisse riscontrata una positività. Una clausura che la CTS ribadisce deve avere una durata di due settimane. Una pesantissima spada di Damocle sul campionato, visto che salterebbero almeno cinque partite, con l’impossibilità di recuperarle entro il 2 agosto, ultimo termine fissato dall’UEFA per portare a termine i tornei nazionali. Per questo le componenti del calcio stanno chiedendo di evitare la quarantena di gruppo, limitando il provvedimento solo all’eventuale contagiato. Una possibilità che oggi pare remota, ma se, nei prossimi dieci giorni l’andamento della curva dei contagi dovesse rivelarsi particolarmente incoraggiante, anche le posizioni più rigide potrebbero ammorbidirsi. Nel frattempo, a confermare la mancanza di tranquillità, il susseguirsi di incontri per decidere come assegnare titoli, promozioni e retrocessioni in caso di forzata chiusura anticipata. Lunedì dovrebbe essere una giornata fondamentale. Il Consiglio Federale avrà il compito di prendere quelle che dovrebbero essere le decisioni definitive. Esaminerà la proposta dell’ultima Assemblea di Lega che prevederebbe, in prima analisi di prendere in esame le posizioni al momento dello stop, considerandole valide per le retrocessioni solo nel caso in cui aritmeticamente le sentenze dovessero essere già scritte. In caso contrario tutti salvi e possibilità di serie A anche con 23 squadre, considerando le tre possibili promozioni dalla B, la cui Lega vuole i verdetti, sia per salire che per scendere, com quella di C e per salire di categoria anche quella di D. Le società del massimo campionato vorrebbero fosse compilata la classifica con una proiezione che terrebbe conto delle giornate eventualmente mancanti, ma da utilizzare unicamente per l’accesso alle Coppe Europee e, oltre che annullare le retrocessioni, anche non assegnando lo scudetto, sempre che al momento dello stop non ci siano verdetti aritmetici. Una proposta che appare destinata a naufragare sul nascere, visto come ha già fatto intendere la stragrande maggioranza degli aventi diritto al voto del Consiglio, che ha totale autonomia nelle decisioni, che partono dal presupposto di escludere l’aumento del numero delle squadre nel massimo campionato. Gravina e soci dovranno contestualmente predisporre il piano alternativo alla possibilità di disputare tutte le partite, oltre ai quattro recuperi, delle dodici giornate mancanti. Difficile ricorrere a play-off e play-out, considerando che una positività metterebbe in discussione anche questa opportunità. La sensazione è che si possa propendere con la cristallizzazione della classifica, eventualmente utilizzando il criterio della proiezione. Di sicuro nei saloni federali si scatenerà una gran battaglia, ma una linea dovrà essere tracciata. I tempi di attesa per sapere, in caso di stop, quali saranno i verdetti, sono ormai esauriti. Impossibile e impensabile tornare in campo senza conoscere le regole.

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