25 Aprile, a Ferrara la proiezione del film “Bocche Inutili”

Nell’ambito del programma delle attività culturali del Comitato Celebrazioni 25 Aprile , mercoledì 27 Aprile, alle ore 18.30, presso il Apollo Cinepark – cinema m multisala, piazza Carbone, 25 avrà luogo un evento speciale in contemporanea con numerose sale cinematografiche italiane: la proiezione del film Bocche inutili, del regista Claudio Uberti, con Lorenza Indovina e Margot Sikabonyi, che racconta la drammatica storia di donne sopravvissute all’Olocausto.

Fra le numerose rievocazioni, memorie e manifestazioni del drammatico periodo del nazifascismo promosse il giorno del 25 Aprile nel nostro Paese e nella nostra città, la proiezione del film Bocche inutili assume una valenza particolare, rievocando le specifiche sofferenze riservate alle donne nei campi e soprattutto nel campo di internamento femminile di Ravensbrück, dove non solo veniva perseguito l’annullamento della personalità delle donne attraverso il lavoro insostenibile e la violenza quotidiana a ogni livello, ma si conducevano anche esperimenti falsamente scientifici sui loro corpi.

La peculiarità assunta dal film, e che ne segna anche l’originalità, è caratterizzata dall’idea dominante di ‘femminilità negata’: “elemento che, se per un verso fa luce, per la prima volta, su un non-detto circa la resa cinematografica della Shoah – afferma il regista– per l’altro fa segno, sia pure indirettamente, alla piaga legata alla violenza sulle donne”.

Interverranno il direttore del Meis Amedeo Spagnoletto, la presidente di ISCO Anna Quarzi e la presidente di ARCI Ferrara Francesca Audino , coordina Stefano Muroni scuola d’Arte Cinematografica “Florestano Vancini”. Saranno ricordate anche due donne ferraresi internate a Ravensbrück, la partigiana Cerere Bagnolati e l’ebrea Gina Finzi Shoneit che insegnava nella scuola ebraica di via Vignatagliata

 

Un pensiero su “25 Aprile, a Ferrara la proiezione del film “Bocche Inutili”

  • 28/04/2022 in 20:09
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    E’ stata una grande emozione far parte del cast perchè in quel momento storico, quei giorni, dopo lo sbarco in Normandia, un parente stretto che avrei scoperto solo quando sarei nato era lì a una sessantina di km in linea d’aria.

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