25 Aprile: che cosa ne sanno i giovani ?

Il 25 aprile di 72 anni fa  segna per noi adulti   una svolta fondamentale nella storia del nostro Paese, non solo perché ricorda la  liberazione dell’Italia dal nazifascismo, ma perché ha messo in moto un processo di rifondazione democratica del Paese, che, seppure in modo non lineare,  continua ancora oggi.

Nell’aprile del 1945 dopo il ventennio mussoliniano e la tragedia della guerra il Paese si preparava a vivere una nuova epoca di pace: l’entusiasmo della rinascita era dominante, ma non mancavano i nostalgici del regime e dei miti di cui questo si era nutrito gettando il Paese in una esperienza devastante. I nostalgici, per la verità non mancano nemmeno  oggi, ma fingono di ignorare che proprio le istituzioni democratiche che l’Italia si è data con la Costituzione repubblicana del 1948, permettono loro di manifestare nostalgie al limite dell’apologia del fascismo.

72 anni hanno fatto dimenticare molte di quelle conquiste, per questo può accadere che si impedisca alla comunità ebraica romana di partecipare al corteo di domani, un fatto gravissimo, non solo perché finge di ignorare il contributo dato da tante comunità e dalla Brigata ebraica alla lotta di Liberazione, ma si permette a gruppi ideologizzati  di confondere le acque, cancellare il passato perpetuando di fatto un antiebraismo serpeggiante in molta politica cosiddetta libertaria. La democrazia è una conquista che va nutrita e coltivata,  cogliendone i potenziali avversari, anche quelli travestiti da iperdemocrazia, come oggi sono i movimenti  che predicano una politica senza intermediazioni.

Ma che peso hanno queste riflessioni presso i giovani? Che cosa significa per loro la Liberazione dal Nazifascismo? che cosa sanno i nostri figli, nipoti, adolescenti e studenti medi e  universitari, della storia che ha portato l’Italia a perdere  una guerra, iniziata dalla parte delle dittature nazifasciste e conclusa dalla parte delle truppe di Liberazione dal nazifascismo? che ne sanno di un Paese drammaticamente diviso in due da quella che fu chiamata “linea gotica” , segnata tra il settembre 1943 e l’aprile 1945da una divisione fra due stati entrambi italiani?  monarchia sabauda con un re in esilio al Sud e repubblica sociale o di Salò al Nord, imposta dai tedeschi e governata da Mussolini?

Che cosa conoscono di quell’Italia colpita dai bombardamenti dei nuovi alleati, che volevano mettere definitivamente in fuga i tedeschi, divenuti da ex alleati invasori? che cosa sanno delle storie di rastrellamenti, prigionia, torture, campi di concentramento nazifascisti di cui furono vittime tanti  partigiani, tanti  Ebrei, e  chi apertamente non condivideva  il regime fascista?

L’anniversario della Liberazione parla a chi ha gli strumenti necessari per capire, non solo quelli sufficienti per ascoltare, e il modo migliore per ricordarlo e rispettarlo sarebbe quello, innanzitutto, di raccontarla con fedeltà, a casa, a scuola, sui media possibilmente non nel cuore della notte.

Il 25 aprile dovrebbe servire non solo a non dimenticare la tragedia, ma a diffondere il valore della democrazia.

Dalia Bighinati

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