25 aprile, resistere alla crisi

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“La Resistenza, l’impegno per riconquistare all’Italia libertà e indipendenza fu un grande moto civile ed ideale, ma soprattutto fu un popolo in armi, una mobilitazione coraggiosa di cittadini giovani e giovanissimi che si ribellavano allo straniero”. 

Il presidente Napolitano ha sintetizzato così, nella giornata di ieri, il significato del 25 aprile: è la memoria di una mobilitazione coraggiosa di popolo, donne e uomini, che ambivano a ricostruire il proprio futuro.

Ed è proprio in chiave di sguardo al futuro che il presidente del consiglio ha salutato il 25 aprile, con tweet in cui ha reso omaggio ai “ribelli di allora”. Il nostro Paese fu in grado allora di risollevarsi dalle macerie, deve esserlo anche oggi per costruire un proprio avvenire. Ma in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando, il termine Resistenza assume significati di stringente attualità: di renderli espliciti si è incaricato Giancarlo Smuraglia, segretario generale dell’ANPI; associazione partigiani italiani: nel 2014, ha detto, bisogna fare “resistenza contro la crisi, contro la sfiducia nelle istituzioni e contro la cattiva politica”.

Le celebrazioni de 25 aprile hanno caratterizzato tutta la provincia di Ferrara, la città capoluogo ma anche gli altri comuni. Copparo con due giorni di eventi destinati a concludersi nella serrata di oggi con uno spettacolo dedicato alle Donne della resistenza; Poggio con il ricordo di Triestino Mazzoni, storico presidente dell’ANPI locale; Bondeno con un appello per il ritorno in Italia dei due marò oggi trattenuti in India; Comacchio e Cento con il ricordo dei tanti giovani che per la libertà del Paese rischiarono e spesso persero la vita.

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