Ferrara, Anna Ferraresi (Gruppo Misto): “Anch’io vittima di lettere minatorie”

“Ancora una volta la città di Ferrara viene oltraggiata da personaggi indegni di ricoprire un pubblico incarico. Potrei unirmi al coro di solidarietà (che peraltro non mi pare abbia tanto risuonato) o alle richieste di spiegazioni, ma non sono ipocrita. Il tema specifico delle lettere anonime mi ha colpito e mi colpisce direttamente. Credo di dovere ai miei elettori e a coloro che possono credere in me, quella chiarezza ed onestà che non è certo stata prerogativa di altri miei colleghi”.

Così inizia la missiva che Anna Ferraresi ha inviato a stampa e  media di Ferrara. La consigliera comunale del Gruppo Misto sottolinea di essere stata, nel maggio del 2020, vittima di lettere anonime che riportavano atti relativi ad un episodio del 2014 (ed archiviati da diversi anni) che riportavano documenti riservatissimi, che dovevano essere ben custoditi a tutela della privacy della stessa Ferraresi. “Il Vicesindaco di Ferrara, mi pregiava della sua attenzione rivolgendomi messaggi sulla sua pagina facebook, i quali velatamente, ma neanche tanto, alludevano a quel fatto riservatissimo” sottolinea la consigliera Anna Ferraresi, che racconta quanto accaduto nella seguente lettera:

 

“Mi sono messa in politica non perché pensassi di avere più capacità di altri, ma solo per poter dare riscatto alle persone comuni come me, che tutti i giorni debbono fare i conti con i problemi della vita, senza trovare ascolto da parte di nessuno.

“Ho avuto una vita difficile, con un passato pieno di difficoltà, come quello di tanti. Nel 2014 toccai il fondo quando mi venne ritirata la patente per guida in stato d’ebbrezza.

“Quel giorno ero particolarmente affranta per le condizioni di salute del mio compagno, affetto da distrofia muscolare , ricoverato per aggravamento delle sue condizioni in ospedale, ed è accaduto ciò che non avrebbe mai dovuto accadere, cioè bere qualche bicchiere di troppo prima di mettersi alla guida. L’alcol non è mai la soluzione.

“Sono stata fermata e giustamente sanzionata con tutte le conseguenze che possono capitare in queste situazioni.  Ho ammesso il mio errore e pagato per la mia colpa. Se si sbaglia è giusto pagare. Ed io l’ho pagata in tutti i sensi, anzi più del dovuto.

“Infatti come sanno i miei Colleghi consiglieri comunali e purtroppo non solo loro, alcuni mesi fa, è stato spedito un ingente numero di buste anonime contenenti documenti riservatissimi, che dovevano essere ben custoditi a tutela della privacy della sottoscritta.

Era maggio dell’anno scorso, ed a tutti i capigruppo consiliari, nonché alla mia titolare di lavoro, sono state recapitate lettere anonime contenenti copia dei verbali integrali della Polizia stradale di Altedo, nonché copia dei referti dell’AUSL, completi di dati personali, miei e del mio ex compagno (nome cognome, targa della sua auto da me usata), tutti atti relativi a quell’episodio del 2014 ed archiviati da diversi anni.

“Curiosamente nello stesso contesto, il sig. Naomo Lodi, Vicesindaco di Ferrara, mi pregiava della sua attenzione rivolgendomi messaggi sulla sua pagina facebook, i quali velatamente, ma neanche tanto, alludevano al mio problema con l’alcol avuto nel 2014.

“Pertanto sono totalmente in accordo con i miei colleghi di opposizione, che il clima di tensione, controllo e limitazione della libertà di espressione e di azione dell’attività politica dei rappresentanti del Consiglio Comunale, meriti l’attenzione del Ministero degli Interni, già altre volte sollecitato ad intervenire e che oggi appare assolutamente necessario per il bene della democrazia e della legalità.

“Ma non intendo esprimere alcuna solidarietà al Vicesindaco Naomo Lodi, perché sarebbe insopportabilmente ipocrita da parte mia” conclude la consigliera comunale, Anna Feraresi

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