Scrittrici, manuali di Letteratura e stereotipi di genere: “messaggio nella bottiglia”

Ho insegnato per ventotto anni Lingua e Letteratura italiana nella scuola superiore, più due anni nella scuola media. Ho incontrato con i miei studenti  tante figure femminili nelle letture fatte in classe, ma soltanto all’interno delle opere lette, come protagoniste dei racconti o ispiratrici delle poesie degli autori tutti rigorosamente di sesso maschile.Messaggio nella bottiglia immagine stock. Immagine di bottiglia - 81112861

Nella letteratura italiana dal siciliano  Cielo d’Alcamo agli Stilnovisti toscani, da  Dante Alighiari, a Petrarca, a Boccaccio, per seguire le triadi della Storia della Letteratura italiana di Francesco De Sanctis, dal Boiardo all’Ariosto al Tasso, dai poeti del Barocco e dell’Arcadia ad Alfieri e a Goldoni, ma potrei spingermi fino a Maria Grazia Deledda, scrittrice sarda e unica italiana a vincere il Nobel per la letteratura nel 1926, di donne italiane scrittrici non c’e’ traccia nei manuali scolastici.

Non c’erano? Non venivano pubblicate ? O proprio loro, le donne stesse, non credendo di averne il talento e il permesso,  si sono autolimitate e censurate, come hanno fatto per tanti secoli in molti settori,  professioni e ruoli della vita sociale?

Bisogna arrivare al ‘900 per avere nomi femminili nella lista di quegli autori/trici  di romanzi, poesie, racconti con cui gli  storici della letteratura italiana hanno costruito i manuali letterari e tracciato gli itinerari delle letture istituzionali e della formazione culturale delle nostre studentesse e dei nostri studenti

Nel ‘900, invece, le scritture femminili esplodono. Molte case editrici pubblicano le donne, in molti casi appartiene a loro il solo  linguaggio nuovo della modernità.

Eppure i manuali scolastici le relegano ancora alle pagine dei cosiddetti autori “minori”. Minori naturalmente rispetto agli autori riconosciuti come “maggiori” da un canone plurisecolare o dai critici contemporanei più accreditati e  dalle riviste specialistiche, oltre che dalle università.

Maria Grazia Deledda è sfuggita al controllo: poco letta in patria, molto famosa nel mondo. –Idolo controverso perfino di quella Sardegna portata con i suoi romanzi alla ribalta internazionale. Isola da lei molto amata, ma da cui ha sempre cercato di fuggire.

Da Elsa Morante a Natalia Ginzburg, da Oriana Fallaci a Dacia Maraini, per citare le piu note e forse le più amate dal grande pubblico, le scrittrici sono entrate in punta di piedi con le loro storie e il loro sguardo sul mondo nell’immaginario collettivo degli italiani.

Accanto a loro si fanno strada i nomi di famose scrittrici straniere, Simone De Beauvoir, Virginia Wolf, paladine del Femminismo ,  Karen Blixen, portata alla notorietà da un  film indimenticabile come “La mia Africa” .

Fra loro c’è anche una ragazzina olandese, Anna Frank, che dal suo rifugio segreto nel centro di Amsterdam è riuscita ad entrare nelle coscienze dei lettori di ogni Paese e continua a parlare al mondo intero.

Faccio questa breve riflessione, pensando ai giovani insegnanti di oggi .

Insegnanti di Lingua e Letteratura italiana. Dalle Elementari alle Medie, inferiori e superiori.

Vorrei dare loro il consiglio che avrei voluto ricevere io, tanti anni fa, al mio ingresso nel mondo della scuola, da qualcuno più accorto di me.

E’ una sorta di messaggio nella bottiglia, che vorrei riuscisse ad attraversare indenne il rumore delle mode e l’indifferenza verso le conseguenze educative e culturali di ogni didattica letteraria, ossia delle letture che si fanno in classe, se si fanno ancora, o dei libri consigliati per casa.

Messaggio nella bottiglia.

“Cari giovani insegnanti, quando  scegliete i testi da leggere con le vostre studentesse e i vostri studenti,  partite sempre dal Novecento e possibilmente non escludete mai le donne. Poi andate a ritroso.

Così facendo saranno le studentesse e gli studenti a chiedervi stupiti dove sono finite le scrittrici,  perché mai non si trovano più , andando indietro nel tempo, sui loro libri di testo e per quali ragioni i loro manuali le hanno fatte scomparire.

Facendo l’inverso non susciterete nessuna curiosità. Non ci saranno domande spontanee. Che solo gli uomini, infatti,  abbiano scritto in passato opere letterarie è un fatto storico. Alle ragazze e ai  ragazzi sembrerà un fatto naturale leggere solo loro. Non avranno termini di confronto.

Indurrete tacitamente a pensare che scrivere sia sempre stato un fatto per soli uomini, che le donne tutt’al più possano leggere le cose scritte, spesso proprio per loro, dagli uomini. Per educarle, per indurle, cioè,  a pensare di se stesse quello che la maggioranza degli uomini ha sempre pensato e purtroppo in molti casi pensa ancora di loro.”

Anche così si dichiara guerra agli stereotipi di genere.

Dalia Bighinati

 

 

2 pensieri riguardo “Scrittrici, manuali di Letteratura e stereotipi di genere: “messaggio nella bottiglia”

  • 05/01/2022 in 16:02
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    Il messaggio nella bottiglia lo destinerei sicuramente anche alle insegnanti e agli insegnanti di lingue e letterature straniere, condividendo l’urgenza di un cambio di priorità e di mentalità e sottolineando la necessità di dare agli studenti una visione possibilmente più ampia e più idonea ad un mondo che non può certo limitarsi ad essere visto, valutato, e compreso in un’ottica di cultura “nazionale”. Un tratto comune è certamente la fatica nell’emergere delle donne nella letteratura mondiale, ma se si uniscono le forze per dare il giusto e meritato spazio a tante autrici di oggi e del passato ,le nuove generazioni non potranno non accorgersi della potenza e della peculiarità della loro scrittura

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    • 06/01/2022 in 21:39
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      Concordo, Brunella, anche nella necessita’ di aprire i confini e intrecciare le letture di scrittrici di fiversa area grografuca e culturale. individuando affinita’ tematiche e differenze da ricondurre alle diverse personalita’ e ai diversi contesti.

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