Crisi: 31mila aziende chiuse in un anno

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Si apre con una vera e propria strage di imprese il 2013 italiano: i primi tre mesi dell’anno infatti registrano – per quanto riguarda la mortalità delle imprese – risultati addirittura peggiori quelli che si ebbero nel 2009, l’anno più drammatico della crisi.

Nel primo trimestre appena concluso le aziende italiane sono diminuite di 31mila unità, registrando il saldo peggiore dal 2004. Lo certificano i dati diffusi da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale sulla natalità e mortalità delle imprese condotta da InfoCamere, la società di informatica delle Camere di Commercio italiane.

Le nuove aziende sono sempre meno, le aziende che parallelamente chiudono aumentano sensibilmente. “I numeri delle imprese che chiudono rendono evidente la necessità di interventi concreti per la crescita e l’occupazione” commenta il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello che aggiunge: “Lo stallo politico determinatosi a seguito dei risultati elettorali pesa. Mi auguro che quanto prima il parlamento sia messo in condizione di operare per approvare provvedimenti a sostegno dell’economia reale”

Il prezzo più alto lo pagano le aziende artigiane: le 21.185 imprese artigiane che tra gennaio e marzo sono mancate all’appello rappresentano, infatti, oltre due terzi del saldo negativo complessivo del trimestre.

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