4 Novembre 2018: Giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, nel Centenario della fine della Grande Guerra e a 80 anni dalle leggi razziali

II 4 novembre 1918 aveva termine il 1° conflitto mondiale – la Grande Guerra – un evento che ha segnato l’inizio del ‘900 per la brutalità del conflitto e per le conseguenze politiche e sociali che ha avuto.
La data, che celebra la fine vittoriosa della guerra, commemora la firma dell’armistizio siglato a Villa Giusti (Padova) con l’Impero austro-ungarico ed è divenuta non solo la giornata dedicata alle Forze Armate ma al compimento dell’Unità d’Italia, attraverso un processo lungo e sofferto iniziato nell’800 con il Risorgimento.
Ma il 4 novembre è anche il giorno del ricordo dei caduti nelle guerre e in tutti quei luoghi in cui Tanti soldati anche giovanissimi
hanno sacrificato la loro vita per un ideale di Patria e di attaccamento al dovere, valori propri dei militari di allora e di oggi.
Quest’anno l’anniversario cade in due anniversari importanti, da un lato i 100 anni dalla fine della guerra 15-18, dall’altro gli 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali.
Un anniversario glorioso, pur con il suo tributo di dolore per tante famiglie che allora persero i propri cari in guerra, e un anniversario carico di vergogna e pieno di un dolore, impossibile da risarcire, perché quelle leggi razziali hanno portato ai campi di sterminio e alla eliminazione programmata di 600.000 di ebrei.
Un’onta storica, di cui i ricorrenti fenomeni di negazionismo esprimono non solo una volontà ideologica di falsificare la storia, ma testimoniano la difficoltà di pensare come verosimili atti atroci compiuti da uomini su altri esseri umani, donne, bambini, vecchi, uomini indifesi, ad Auschwitz, Dachau e nei luoghi gemelli sparsi nella Germani Nazista e nell’Italia Fascista a Trieste.

E proprio A trieste città simbolo dell’unificazione città redenta e riconquistata al ns. Paese grazie alla vittoria sull’impero austro ungarico nel 1918, quest’anno ar celebrare il 4 novembre andrà anche il presidente della Repubblica, dopo avere deposto al Sacrario di Redipuglia, una corona d’alloro in onore dei caduti, con lui ci sarà il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta e il capo di Stato maggiore generale Claudio Graziano.

 

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