700 Dante, Ferrara riscopre un proprio artista dimenticato: in Comune l’esposizione di Manfredo Manfredini

Un autore inedito vissuto tra ‘800 e ‘900 e scomparso a soli 25 anni, una figura dalla storia drammatica ma dall’indubbia capacità artistica e oggi riferimento per illustratori, docenti, storici dell’arte, anche all’estero. Nei 700 anni dalla scomparsa di Dante, Ferrara scopre un artista dimenticato figlio della sua terra, Manfredo Manfredini (1881-1907) e ritrova la bellezza delle proprie opere, tra figure dannate e angeliche, sulle tracce dell’eredità del Sommo Poeta.

A Manfredini e ai tanti artisti ferraresi che hanno ritratto scenari e figure dantesche tra i due secoli sono dedicati gli spazi espositivi posti nel salone del Plebiscito di Palazzo Municipale e il catalogo curato dal professor Lucio Scardino, con la postfazione del presidente di Ferrara Arte Vittorio Sgarbi. Entrambi, con l’assessore Marco Gulinelli, hanno dato ieri il via all’esposizione, ad accesso libero da oggi, giovedì 23 settembre, negli orari di apertura del Comune. In nove teche poste all’ingresso vengono esposte circa 30 tavole disegnate da Manfredini e tre volumi della Divina Commedia nell’edizione da lui illustrata: la ‘Nerbini’ di Firenze, passata alla storia come una delle edizioni più popolari del ‘900.

Il catalogo realizzato per l’occasione rappresenta il primo lavoro di ricerca organico sull’autore ferrarese e contiene – oltre alle complessive 66 tavole da lui firmate – documentazione storica sulla sua vita, sulle sue opere, sul ricordo che lasciò nelle persone care dopo la sua morte, avvenuta al manicomio di Mombello nel 1907 dopo alcuni fatti tragici. Il presidente di Ferrara Arte Vittorio Sgarbi anticipa nella sua postfazione che a Manfredini sarà dedicata anche “una sezione del museo della Follia’ che si aprirà in Palazzo dei Diamanti nel 2022”, mentre già oggi Manfredini è fonte di ispirazione per i moderni disegnatori di Dante: è il caso dell’illustratore statunitense George Cochrane, il moderno ‘amanuense’ che sta disegnando una nuova versione, in chiave moderna, della Divina Commedia e che ha dichiarato di ispirarsi, tra gli altri, proprio a Manfredini, affiancato al celeberrimo Gustave Dorè.

Nel suo lavoro di ricerca su Manfredini, Scardino ha inoltre allargato il campo d’indagine all’intera fortuna di Dante a Ferrara, nel periodo tra ‘800 e ‘900, periodo in cui – sottolinea – Dante è stato fonte di particolare ispirazione e di grande successo nell’opera di tanti artisti locali, di respiro nazionale e internazionale, tanto che oggi un quadro come il “Paolo e Francesca” del ferrarese Gaetano Previati è stato richiesto dal Museo Nazionale del Bargello di Firenze per la propria mostra dantesca. Proprio a questo periodo si deve inoltre la ricostruzione della celebre cripta degli Aldighieri nella chiesa di Santa Maria Nuova, a Ferrara.

La mostra ospitata in residenza municipale vuole essere il primo nucleo di un più ampio progetto dedicato alla riscoperta della figura di Manfredini e delle sue opere. In questo senso un ulteriore tassello che si aggiunge all’esposizione è l’apertura di una pagina Wikipedia dedicata all’autore e firmata proprio dal professor Scardino e dal suo staff (https://it.wikipedia.org/wiki/Manfredo_Manfredini). Sui manifesti, in Comune, un qr code rimanda direttamente al nuovo profilo dedicato, appositamente aperto. Un’iniziativa che vuol essere – dice Scardino – stimolo all’avvio di una fase di riscoperta e di condivisione di conoscenze sull’autore. E’ tempo di far uscire dall’oblio Manfredo, poeta dannato ma che merita di essere assolto dalla storia dell’arte.

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