Via gli ultimi Map nel centese a cinque anni dal sisma

Via anche gli ultimi Map rimasti nel centese. Sono stati riconsegnati alla Regione, ieri, gli ultimi 8 container che, dopo il sisma del 2012, ancora ospitavano altrettante famiglie a Cento, Casumaro e Alberone che ora avranno alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Erano rimasti solo loro nei Map, 8 famiglie, 28 persone in tutto, di cui 10 minori. Da ieri, a quasi 5 anni dal sisma che nel 2012 ha reso le loro abitazioni inagibili, hanno finalmente una casa. Sono stati infatti riconsegnati alla Regione, martedì 2 maggio, i Prefabbricati Modulari Abitativi Rimovibili (Pmar) che hanno ospitato diversi nuclei familiari dopo il terremoto.

Dei 44 container arrivati nel territorio centese ne erano rimasti tre a Cento, due a Casumaro e tre ad Alberone. Per i nuclei familiari, in attesa degli interventi di ripristino dell’agibilità delle abitazioni, di proprietà, in affitto o in comodato, è stata trovata una soluzione abitativa attraverso l’acquisizione al patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica di nove unità immobiliari con risorse finanziarie regionali volte proprio a questo impiego.

Ora la Regione renderà i moduli alla ditta Falcone di Cuneo. Lo smontaggio è previsto entro il mese di maggio da parte dell’azienda fornitrice Pagin srl, attualmente impegnata nella costruzione di un centro commerciale provvisorio ad Amatrice. Il destino dei moduli, anche centesi, è infatti quello di essere reimpiegati nelle zone terremotate del Centro Italia.

Una volta terminato lo smontaggio l’area di Cento tornerà al proprietario, mentre quelle di Casumaro ed Alberone verranno restituite al Comune e, per il loro ripristino e la loro pulizia, sono previste risorse regionali.

«Abbiamo lavorato in accordo con la Regione e con il presidente Stefano Bonaccini, concordando pienamente sull’esigenza di superare questa soluzione, che personalmente ho mai condiviso – afferma il sindaco Fabrizio Toselli -. La rimozione dei moduli rappresenta un passo fondamentale per il pieno ritorno alla normalità, insieme ai progetti cui stiamo lavorando per restituire alla comunità importante edifici pubblici e l’impegno con cui si sta operando anche sulla ricostruzione privata».

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