A Bologna la quarta scuola di monitoraggio PNRR promossa dall’Osservatorio civico nazionale

Parità di genere, in occasione della Giornata contro la violenza il Cug dell'Ausl Romagna lanciaNon c’è ripresa senza equità: non è uno slogan, ci sono dati di organismi economici internazionali  e della stessa Bankitalia a dimostrarlo. Per questo il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha posto come obiettivi trasversali a tutto il Piano proprio la parità di diritti che oggi nel nostro Paese vede diseguaglianze ancora forti  fra i generi, cioè uomini e donne, generazioni, cioè tra giovani e adulti e  fra territori dove accanto ad aree ricche e privilegiate ci sono aree periferiche oggettivamente svantaggiate, per ragioni storiche o geopolitiche ed economiche. Per l’Italia ilSud rispetto al Nord, per la provincia di Ferrara, l’area del Basso Ferrarese.

La proposta italiana per la gestione dei fondi europei del programma Next Generation EU, voluto per risalire la china dopo la pandemia,  si propone, accanto alle missioni di digitalizzazione, transizione ecologica, istruzione, mobilità, e salute, anche quella di “coesione e inclusione”. destinando parte dei fondi alla riduzione delle disuguaglianze di genere, di territorio, e di generazione.

Servono infrastrutture sociali e politiche pubbliche per renderlo possibile, perché non c’è ripresa per il Paese senza le donne, il meridione, e i giovani.

Per quanto riguarda i diritti nelle donne, il Pnrr se ne occupa soprattutto per  quanto riguarda il lavoro, ma la Missione 5 con i fondi destinati alle imprese femminili e la Certificazione di parità , come strumento idoneo a verificare il grado di parità di genere in azienda, non va al cuore del problema, di cui secondo il piano, tutte le altre misure devono farsi carico. Infatti ogni progetto finanziato con i fondi europei prevede una valutazione dell’impatto di genere, che dovrebbe essere indicato in modo preciso con dati quantitativi e non solo qualitativi e soprattutto non generici.

Tuttavia il PNRR al di là della dichiarazione di principio non fornisce obiettivi chiari su questo tema e fatica a proporre a chi deve progettare , istituzioni pubbliche e private, indicatori e dati utili a verificare l’efficacia delle politiche messe in campo e delle risorse impiegate.

Una lacuna grave, questa, perché rischia di risultare un freno per gli stessi scopi di rilancio dell’economia. In mancanza di indicatori di valutazione dei progetti e di dati sulla popolazione femminile che indichino con precisione quantitativa dove sono le criticità principali come si fa a promuovere l’avanzamento delle donne anche nelle nostre comunità comunali e provinciali?.

E ancora come si fa a monitorare un progetto per vedere come si propone di  riconoscere i diritti e offrire nuove opportunità alle donne ?

E ancora come è possibile per cittadine e cittadini avere informazioni su come stanno procedendo i progetti Pnrr su tutti i fronti  e in particolare su questo obiettivo che dovrebbe permeare tutto il Piano di ripresa 2021 – 2026 ?

Per dare ai cittadini strumenti e metodi per monitorare i progetti e chiedere con cognizione di cause alle amministrazioni pubbliche e ai privati attuatori del piano , i dati necessari per la valutazione dei progetti, esiste dal 2020 l’Osservatorio civico  nazionale, creato da

https://osservatoriocivicopnrr.it/#cosa-facciamo

che è presente al Tavolo nazionale del Partenariato e che in collaborazione con il Comune e la Città metropolitana di Bologna ha promosso già due scuole di monitoraggio civico del Pnrr.L'Osservatorio civico PNRR entra nel Tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale

In questo momento è in corso a Bologna la seconda esperienza di questo genere: un percorso di formazione su strumenti e metodologie per il monitoraggio civico per fornire ai cittadini gli strumenti necessari per far sentire la loro voce alle istituzioni,  richiedere i dati e gli atti mancanti per il monitoraggio dei progetti da diffondere per creare trasparenza e partecipazione delle comunità.

Da sottolineare che quest’anno a Bologna  è sorto il primo osservatorio civico cittadino sul monitoraggio del Pnrr,  istituito da Legambiente Bologna,  Period think tank, Libera Bologna.

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