A che serve il Bilancio di Genere? A Ferrara da quali amministrazioni è adottato? – VIDEO

Anche a Ferrara i fondi del Ricovery plan, attesi dall’Europa, devono promuovere la parità di genere attraverso nuovi progetti e strumenti che ne verifichino i risultati.

Fra  questi c’è il Bilancio di genere. Vediamo di che cosa si tratta e quali vantaggi potrebbe produrre in un’ottica di genere nel nostro territorio.

E’ uno strumento di finanza pubblica, introdotto in Italia nel 2001, destinato a misurare l’impatto delle decisioni di tutte le Amministrazioni pubbliche su  donne e uomini in termini di pari diritti e opportunità. In un Paese come il nostro, dove il divario di genere è un fatto accreditato dai numeri, il Bilancio di genere, adottato da molte amministrazioni e in molti Paesi europei, potrebbe essere uno strumento importante per le donne ferraresi per realizzare quella parità di diritti e di opportunità soprattutto nel campo del lavoro, che ancora nel nostro Paese, e anche nella nostra città ,nonostante i progressi , stenta a realizzarsi pienamente. Eppure è noto che il divario di genere nel lavoro  è un fattore rilevante per la crescita del Pil, che secondo la Banca d’Italia, potrebbe arrivare fino a 7 punti percentuali. Ciononostante le donne continuano ad essere penalizzate e per prime ad essere escluse dal mercato del lavoro, nei momenti di difficoltà, come si è verificato in seguito alla pandemia, che ha reso più difficile realizzare le misure a favore dell’occupazione e dell’imprenditoria femminile oltre che dei servizi alla famiglia, previste dalle ultime leggi di bilancio dello Stato.

Il tema non è puramente teorico, perché anche dalla capacità e volontà del nostro Paese di aumentare la parità fra donne e uomini a tutti i livelli dipendono i finanziamenti assegnati dal Next generation EU al Piano nazionale di ripresa e resilienza del nostro Paese.

Il bilancio di genere,  permettendo alle amministrazioni pubbliche di vedere , in fase di rendicontazione, quanto le politiche attuate ogni anno abbiano effettivamento contribuito a far crescere diritti e opportunità femminili, diventa fondamentale  per garantire non solo una società più giusta e democratica, ma anche per verificare dove più si manifestino i divari di genere e dare conto quindi degli effetti delle politiche pubbliche su di essi, convinti del fatto che non esistono politiche neutre che abbiano cioè gli stessi effetti quantitativi e di qualità su uomini e donne.

Conoscere i punti deboli dovrebbe servire ad orientare l’azione politica e amministrativa.

A questo si aggiunge che l’Europa del Next generation non chiede solo di verificare  a consuntivo i risultati, ma chiede anche di prevederli in concreto in fase di progettazione delle singole azioni.

In Italia il Bilancio di genere  introdotto nel 2002 ha visto  Ferrara già nel 2004 sperimentarsi nella sua redazione. Oggi,  a redigerlo troviamo, secondo modalità ancora sperimentali, la Provincia, la Camera di Commercio e l’Università, non i Comuni, né il Comune capoluogo, che tuttavia dovranno impegnarsi a redigerlo non appena sarà reso obbligatorio, dal Ministero dell’Economia e Finanza.

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