“A cosa serve la memoria”: il 27 gennaio alle 21.15 su Telestense

“A cosa serve la memoria?” Corrado Augias e Moni Ovadia spiegano l’importanza della memoria collettiva. Prima Nazionale.

 “Un Giorno della Memoria diverso dai precedenti “quest’anno a causa della pandemia  l’intenso programma di  celebrazioni  sfrutta  il sistema delle dirette streaming, così  il 27 gennaio, giorno della memoria, sarà in diretta streaming anche la cerimonia ufficiale con i saluti delle massime autorità ferraresi, che si terrà presso il Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara. Da segnalare dopo i saluti istituzionali del Prefetto Michele Campanaro, del Sindaco di Ferrara Alan Fabbri e del Presidente della Consulta provinciale degli studenti Adelina Popa,  la prima nazionale di “A cosa serve la memoria”, un racconto a due voci con Corrado Augias e Moni Ovadia, prodotto dallo stesso Teatro.

Uno spettacolo che si annuncia di altissimo spessore culturale, ma anche di straordinario coinvolgimento intellettuale ed emotivo, proprio per la personalità dei due protagonisti, entrambi notissimi al pubblico, testimoni d’eccezione della persecuzioni naziste e dei crimini contro gli ebrei . Un’esperienza da non perdere che, grazie alla collaborazione con il Teatro Comunale, Telestense manderà in onda la sera stessa di mercoledì 27 a partire dalle ore 21.15

In streaming sul canale Youtube del Teatro Comunale di Ferrara con le Scuole di Ferrara e provincia
e gli Istituti scolastici secondari di II grado di San Severo

Corrado Augias. Giornalista e scrittore, Corrado Augias è nato a Roma. Ha trascorso molti anni all’estero. Parigi prima poi New York, da dove è stato corrispondente del settimanale L’Espresso e del quotidiano La Repubblica. Per La Repubblica, cura la rubrica quotidiana di corrispondenza con i lettori. Ha pubblicato numerosi libri sia di narrativa sia di saggistica; tra questi, notevole fortuna hanno avuto i suoi libri dedicati ai ‘romanzi’ delle città largamente tradotti in varie lingue. Ha ideato e condotto numerosi programmi televisivi. È autore di testi teatrali. I primi, nel 1965, furono allestiti in una cantina d’avanguardia, il ‘Teatro del 101’ diretto da Antonio Calenda, primo attore Luigi Proietti, che segnò un’importante stagione nel rinnovamento del teatro italiano. Ultimo saggio (Einaudi, 2020) il “Breviario per un confuso presente”, quasi un portolano per orientarsi nell’inafferrabile tumulto dei nostri anni.

Moni Ovadia. Nasce a Plovdiv in Bulgaria nel 1946, da una famiglia ebraico-sefardita. Dopo gli studi universitari e una laurea in scienze politiche ha dato avvio alla sua carriera d’artista come ricercatore, cantante e interprete di musica etnica e popolare di vari paesi. Nel 1984 comincia il suo percorso di avvicinamento al teatro, prima in collaborazione con artisti della scena internazionale, come Bolek Polivka, Tadeusz Kantor, Franco Parenti, e poi, via via proponendo se stesso come ideatore, regista, attore e capocomico di un “teatro musicale” assolutamente peculiare, in cui le precedenti esperienze s’innestano alla sua vena di intrattenitore, oratore e umorista. Filo conduttore dei suoi spettacoli e della sua vastissima produzione discografica e libraria è la tradizione composita e sfaccettata, il “vagabondaggio culturale e reale” proprio del popolo ebraico, di cui egli si sente figlio e rappresentante, quell’immersione continua in lingue e suoni diversi ereditati da una cultura che le dittature e le ideologie totalitarie del Novecento avrebbero voluto cancellare, e di cui si fa memoria per il futuro.

Supervisione tecnica e mise en espace: Angelo Generali, produzione: Teatro Comunale di Ferrara, partner (coproduzione) Rotaract Club di Agrigento e Comune di San Severo. PRIMA NAZIONALE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *