“A cosa serve la memoria”: il racconto di Augias e Ovadia questa sera alle 21,15 su Telestense

“A cosa serve la memoria”, racconto a due voci di e con Corrado Augias e con Moni Ovadia, una produzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara in collaborazione con Rotaract Club di Agrigento e Comune di San Severo, con il sostegno di Ministero per i Beni e le attività culturali e per il Turismo, Regione Emilia Romagna, Comune di Ferrara e Bonifiche Ferraresi, in collaborazione con Comitato provinciale 27 gennaio: Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Ferrara, Comune di Ferrara e Istituto di Storia contemporanea di Ferrara.

Oggi, mercoledì 27 gennaio, dal Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado”, si celebra la Giornata della Memoria. In streaming sul canale Youtube del Teatro Comunale, alle 10,30 si è tenuta la cerimonia ufficiale delle celebrazioni a cura del Comitato provinciale 27 Gennaio per il Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici nei campi nazisti. A seguire, il racconto a due voci in prima nazionale ‘A cosa serve la Memoria’ di e con Corrado Augias e Moni Ovadia. Una produzione della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara in collaborazione con il Comune di San Severo – Assessorato alla Cultura e Rotaract Club Agrigento, e il sostegno del Ministero per i Beni e le attività culturali e per il Turismo, Regione Emilia Romagna, Comune di Ferrara e Bonifiche Ferraresi.

Lo spettacolo, dopo la diretta, è disponibile sul canale Youtube del Teatro Comunale.

“La Giornata della Memoria può avere tanti significati – spiega Corrado Augias – può essere un’occasione rituale, che impallidisce anno dopo anno a mano a mano che i fatti ricordati si allontanano nel tempo e che i racconti dei testimoni diretti degli eventi scompaiono. Oppure può essere un’occasione nobile, ma nobilmente inutile, perché si limita a rievocare fatti atroci, spesso irriferibili. Oppure può essere un’occasione di conoscenza, che vuol dire ripercorrere insieme non soltanto i fatti, ma le cause, i motivi che determinarono tali fatti”.

“Sono particolarmente felice di condividere questo momento di confronto con l’amico Corrado Augias, consapevole che sarà uno stimolo anche per me” racconta Moni Ovadia. Tra il pubblico in streaming, anche molti studenti: “Parlare loro di Shoah è parlare di un tempo lontano” per Ovadia, ma “anche loro devono essere responsabili”, anche loro devono diventare “testimoni della memoria, tramandarla, perché ogni atto di violenza, anche il più piccolo, può essere seme della grande violenza, del disprezzo, dell’annientamento della dignità di un uomo”.

Lo streaming coinvolgerà anche le Scuole di Ferrara e provincia e gli Istituti scolastici secondari di II grado di San Severo. Partecipano inoltre il Liceo classico Empedocle di Agrigento e il Liceo delle scienze umane “Politi” di Agrigento. Il progetto verrà condiviso anche sul sito istituzionale del Comune di San Severo e sul profilo Facebook dell’Assessorato alla Cultura di San Severo, sulle pagine Facebook di Rotaract club Agrigento, del Comune di Agrigento e della Fondazione Teatro Pirandello Agrigento. Lo spettacolo sarà proposto anche su Telestense in questa serata di mercoledì 27 gennaio alle ore 21,15.

A cosa serve la Memoria. Racconto a due voci. A che cosa può servire la memoria di vicende che, negli ultimi anni, hanno dilagato? Per molto tempo dopo la fine della guerra, nel 1945, si seppe poco o nulla dello sterminio. L’incredibile omissione dipese da vari fattori non escluso il sentimento di vergogna, talvolta il senso di colpa, degli scampati. Poi ci fu a Norimberga il processo ad una ventina di gerarchi nazisti fatti prigionieri. Un processo condotto sull’aridità delle carte. Quindici anni dopo, 1961, al processo contro Eichmann a Gerusalemme s’udì invece la voce diretta degli scampati, udienze tessute di emozioni incontenibili, sopravvissuti che ripercorrevano pubblicamente esperienze strazianti. La verità del testimone era indiscutibile. Eppure, si cominciava a capire che la memoria, da sola, non poteva andare oltre la dimensione individuale. La memoria fornisce delle tracce, ma solo la conoscenza della storia consente di formulare un giudizio identificando i colpevoli, svelandone i moventi, ricostruendo le cause dei fatti, dando un senso a quanto è avvenuto contribuendo ad una memoria collettiva razionale e non emotiva o, peggio, solo rituale.

 

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