A Ferrara cresce la povertà, crescono i senzatetto: chi li aiuta?

08 viale K

La drammatica vicenda di Dorota, la donna polacca morta, di freddo, nella baracca in cui viveva sotto il ponte di via Maverna, ha riacceso i rfilettori su tutte quelle persone ai margini della società, che vivono in strada o nei centri di accoglienza. Persone che negli ultimi anni sono aumentate sempre più, mentre diminuiscono le risorse per aiutarle.

Sotto il ponte di via Maverna, lungo gli argini del Po di Volano, nei magazzini ex Amga, nell’edificio in disuso accanto alla sede Inail, o in stazione. Sono molti i luoghi a Ferrara dove trovano rifugio i senzatetto, non solo d’estate ma anche d’inverno, sfidando le gelide temperature.

Per chi è in difficoltà, senza casa, senza lavoro, senza nulla, un punto di riferimento da anni è l’associazione viale K che, con il suo dormitorio in via Modena, è l’unica struttura ad offrire prima accoglienza in città.

“I posti disponibili sono 24 ma oggi, spiega Raffaele Rinaldi, presidente di Viale K, abbiamo 32 ospiti e siamo letteralmente al collasso”. “Solo una settimana fa abbiamo fatto i nostri consuenti sopralluoghi nelle zone in cui di solito i senza tetto trovano rifugio, racconta ancora Rinaldi, e nei pressi dell’edicola della stazione abbiamo trovato 6 uomini, tutti italiani, sui 50 anni, che abbiamo portato nel nostro dormitorio”.

Ieri invece Rinaldi è tornato sotto il cavalcavia di via Maverna per cercare il compagno della donna che ha perso la vita. Lo ha trovato non più nella sua baracca, ma in una poco lontano dove era stato ospitato da un altro senzatetto. A entrambi ha nuovamente offerto accoglienza, e, anche se vorrà dire aggiungere un divano o un branda, spera che si convincano a venire presso il dormitorio.

A Ferrara ci sono altre strutture che potrebbero accogliere le persone in difficoltà ma sono fuori città e sono gli stessi senza tetto a volte a non volerci andare. Per loro stare in città è fondamentale perchè possono raggiungere a piedi o in bicicletta, chi ne ha una, le mense per i poveri: quella della Caritas, in centro storico, che fa circa 200 pasti al giorno, e quella di Viale K in Rivana, che tra pranzo e cena mette a tavola quotidianamente 180 persone.

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