A Ferrara la città rompe il silenzio sui care giver familiari

Cade a fine mese, precisamente il 27 maggio, il Caregiverday, una giornata interamente dedicata nella nostra Regione, che l’ha istituita 13 anni fa, alla riflessione sul ruolo sanitario e sociale e sulla vita di chi si  assume i compiti gravosi sia sul piano pratico, che sul piano affettivo, del care giver in famiglia.

In Europa, in particolare in Italia, a farsi carico in famiglia della cura prima dei bambini e poi degli anziani bisognosi di cure e attenzioni particolari, per una loro parziale o totale mancanza di autonomia nella vita quotidiana,  sono le donne:  predestinate al compito di caregiver familiare e permanente, nel caso dei figli,  da una atavica tradizione che le vede votate al servizio di accadimento e di cura dei propri cari.

Studi recenti, scrivono le associazioni dei care giver ,  riportano che nel nostro Paese, il caregiver familiare dedica in media 7 ore al giorno all’assistenza diretta (preparare il cibo, , lavare, cambiare l’assistito) a cui vanno ad aggiungersi 11 ore di sorveglianza che assume carattere più problematici in caso di patologie cognitive.

Tanti i problemi che riguardano la vita dei care giver, come è facile intuire, ma  tanti anche i problemi da cui sollevano le Istituzioni e la società nel suo complesso, facendosi carico di bisogni poco o nulla riconosciuti. .

Fortunatamente da qualche anno e soprattutto nei due anni della pandemia, il ruolo dei care giver è emerso con più forza. Per i care giver ci sono incentivi e in Emilia Romagna una legge aggiornata ai nuovi bisogni  che ancora manca invece al Paese intero. . Si va, inoltre,  facendo strada da parte degli stessi   caregiver familiari la consapevolezza dell’importanza che il loro ruolo ha per la collettività sia al livello sociale che economico. A Ferrara in queste settimane due iniziative li riguardano: da un lato il progetto Cidas in collaborazione con la Fondazione Imoletta  che ha ottenuto un finanziamento del Comune, con  l’impegno dell’assessorato alle politiche sociali ,  per supportare i care giver nella formazione di una rete di sostegno  nei prossimi mesi di maggio e giugno grazie ad un finanziamento di  26.000 euro alcuni care giver  potranno usufruire di  azioni volte alla loro formazione e  al loro benessere psicofisico.

Complementare in un certo qual modo, ma diverso il ciclo di incontri de La città in ascolto, che promuove il dialogo e l’ascolto fra i cittadini oltre che fra cittadini e Istituzioni.

Con il supporto dell’assessorato alle politiche famigliari del Comune di Ferrara l’iniziativa “La città in ascolto” invita a tre incontri, di cui il primo si è svolto il 19 aprile e il secondo è in programma per il 10 maggio,  le associazioni femminili e culturali cittadine sono invitate ad incontrare le associazioni di genitori che si sono costituite nella lofgica del mutuo aiuto per  ascoltare le storie e le problematiche di madri e padri che vivono nella loro vita quotidiana la relazione unica con un figlio affetto da disturbi di tipo cognitivo,. Unica per le caratteristiche che comporta una  situazione inattesa come la malattia di un figlio, unica per la solitudine in cui si trovano a vivere questi genitori, invisibili al resto della società,  unica infine per la difficoltà ad affermare, spesso nell’indifferenza dei loro concittadini,  i più elementari diritti di cittadinanza.

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