A Mesola un convegno per salvare la coltura della carota

carote

Il nome è “1-3-D cloropropene”, ed è una molecola altrimenti detta telone. È un fumigante usato in agricoltura per combattere i nematodi, ossia i parassiti che si attaccano alle radici delle colture orticole inibendone la crescita e quindi compromettendone la commercializzazione.

Il ministero della sanità ne ha proibito temporaneamente l’uso dal 2012 e ora non si sa come difendere le coltivazioni dall’attacco dei piccoli vermi infestanti.

Un problema serio specie per chi coltiva carote, che nella zona del Delta significa duemila ettari di superficie coltivata con un valore lordo di 16/18mila euro per ettaro. Oltre all’impiego di centinaia di lavoratori stagionali.

Insomma, un affare che vale tanti soldi e che riguarda la filiera orticola ed un settore agroalimentare sinonimo di qualità, occupazione e reddito.

Provincia e Fondazione Navarra hanno deciso di parlare del problema in un convegno al Castello di Mesola, venerdì 13 dicembre, con inizio alle 14.

Ne hanno dato annuncio l’assessore provinciale all’Agricoltura, Stefano Calderoni, e il tecnico della Fondazione Navarra, Fabio Galli.

Due gli obiettivi dell’appuntamento, significativamente organizzato nel territorio di punta per questo settore economico.

Il primo è favorire la ricerca scientifica per alternative valide alla molecola su cui è piovuto il pollice verso del Ministero, nonostante gli studi abbiano accertato che l’impiego non comporta residui nell’alimentazione umana, né per l’ambiente.

Il secondo è di chiedere nel frattempo l’utilizzo in deroga dell’unico antagonista finora conosciuto per tutto il 2014, in attesa che la ricerca sia in grado di indicare altre strade praticabili.

Una richiesta, peraltro, che si fonda su alcune considerazioni al limite del paradosso.

Innanzitutto non si capisce perché il telone protettivo sia tuttora consentito in Francia, Spagna e Portogallo mentre in Italia no, dando di fatto un vantaggio consistente ad alcuni paesi competitori già all’interno dell’area euro.

Ma all’interno dello stesso territorio nazionale sfugge il principio secondo il quale il Ministero non ne consente l’uso per le carote, mentre per le coltivazioni di fragole e tabacco sì.

Peraltro, come ricordato dall’assessore Calderoni, non sarebbe la prima volta che in campo agricolo si ricorre allo strumento della deroga.

Il convegno si avvale della presenza , tra gli altri, di Giovanna Curto, del servizio fitosanitario della Regione e fra i massimi esperti in materia, del funzionario del Ministero delle politiche agricole, Bruno Faraglia, e della presenza della senatrice Maria Teresa Bertuzzi, che trarrà le conclusioni dell’incontro.

Coordina i lavori Fabio Galli della Fondazione Navarra, incaricata di svolgere le ricerche in campo scientifico “Per risolvere – ha detto – il problema dell’assenza al momento di una linea tecnica da proporre agli agricoltori”.

(a cura Ufficio Stampa Provincia di Ferrara)

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