A Palazzo Costabili, una magica notte d’estate. Il banchetto, la musica e le danze antiche

Due giorni dedicati alla danza antica promossi dalla Contrada di S. Maria in Vado, Bal’danza e Museo Archeologico, articolati in  una Cena Rinascimentale Trans Temporale: La meraviglia ohimè degli Intermedi”, sabato 18 e nella Tavola Rotonda con i maggiori esperti, nazionali ed internazionali, di danza Antica a confronto su molti temi di grande interesse, domenica 19.L’evento ha avuto il patrocinio e il sostegno del Comune di Ferrara e dell’Istituto di Studi Rinascimentali.

Una serata d’estate in uno scenario favoloso, come è il cortile rinascimentale di Palazzo Costabili, sede del Museo archeologico di Ferrara ha unito ,grazie a Baldanza e alla Contrada di S, Maria in Vado, l’omaggio al prof. T. Walker, musicologo, ordinario di Storia della Musica e Preside della Facoltà di Magistero dell’Università di Ferrara, negli anni 80, alla celebrazione del trentennale del gruppo Danza l’Unicorno guidato dalla Maestra Bruna Gondoni,

“Le meraviglie ohimè degli Intermedi” nasce con uno spirito di ‘docere dilettando’, come è stato detto ieri sera dalle voci narranti, che hanno presentato i diversi momenti della serata, senza dimenticare l’intento culturale di una rievocazione storica e artistica che ha mescolato presente e passato.

Indimenticabile per chi lo ha conosciuto, il professor Walker , di cui ieri sera erano presenti la moglie e la figlia, ha svolto un ruolo importante nello sviluppo umanistico e culturale della città. Ieri sera sull’onda del sogno di connettere passato e presente all’idea di un futuro ingentilito dall’arte in tutte le sue manifestazioni, e’ stato il gioco dell’immaginazione ad unire il pubblico e gli artisti, i protagonisti della Contrada con i commensali, gli ospiti istituzionali, gli studiosi e gli organizzatori.

Tutto da godere lo spettacolo, messo in scena negli “intermedi” , fatto di parole, danza e musica, sotto l’attenta regia di Roberta Ziosi di Baldanza, come il banchetto rinascimentale, che nell’opulenza dell’allestimento ideato e realizzato da Claudia Artioli ha voluto rievocare i tempi e il fasto della Corte Estense, nonchè della cucina di Messisbugo, facendo dimenticare i mali del presente e del recente passato in un ritrovato ed emozionante desiderio di stare insieme.

 

 

 

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