A proposito di vescovi e baccanti

06zamoraniDopo che il Vescovo, giustamente direi – si aspettava di venire in terra di castigati comunisti e si trova sesso, droga e rock  ’d’ roll fuori dall’uscio -, davanti al Duomo a sua perpetua protezione fece innalzare un alto muro con in cima, come una citazione, cocci aguzzi di bottiglia, a maggior gloria di ogni santo principio, poi fu la volta di una seconda struttura. Per evitare che dalle finestre vescovili fossero visibili le baccanti e i satiri del mercoledì sera, venne eretta una volta con il nobile scopo di nascondere quelle manifestazioni orgiastiche agli occhi austeri di chi si affacciasse dalle finestre della Curia. Novello Penteo contro la frenesia dionisiaca e coribantica.

E subito scoppiò la moda. Nelle vie circostanti molti negozi prepararono garitte di vigilanza e scavarono valli con lo scopo di scovare e punire i riccioli di Bacco e il flauto di Dioniso.

Sui tetti del centro, nottetempo,  si affollavano vigilantes sempre pronti a sparare  cilici intrisi nell’inchiostro indelebile sui copulanti delle strade. E al mattino, per chi veniva trovato inchiostrato, subito mani e piedi nella gogna.

Fece scalpore l’allontanamento di Pippi Calzelunghe dalla Cattedrale, accusata di abbigliamento sconveniente.

Dopo che gli zingari furono cacciati a furor di cattolici integralisti dalla città, inevitabile, fu la volta dei pochi, residui ebrei. Grazie a nuovissimi portoni si ripristinò il Ghetto in via Mazzini e strade limitrofe. E fu di nuovo Inquisizione, e fu di nuovo Medio Evo.

Mentre mancano meno di 100 giorni a questa ricorrenza sempre ricordata dai Radicali, fin d’ora buon XX settembre a tutti. Sarà anche l’occasione per dire molti grazie a papa Francesco.

Mario Zamorani – presidente di Radicali Ferrara

 

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