A rischio il parco interregionale del Po

delta_ppQuale parco del delta del Po si presenterà al grande appuntamento con Expo 2015 ? Quello frazionato tra Ferrara e Rovigo, ovvero Emilia Romagna e Veneto o quello interregionale come è stato assicurato nel corso di alcuni incontri tra i due territori ? La domanda è d’obbligo in considerazione delle ultime voci di parte emiliana che, senza mezzi termini, puntano sul Parco Nazionale perchè ritenuto più idoneo a confrontarsi con i grandi delta europei.

Alla base di questa scelta, ci sarebbe la volontà di intervenire su alcuni aspetti propri della parte rodigina dell’area e che, ben poco, hanno certamente a che fare con l’ambiente e dunque con la promozione di quel turismo lento che sarebbe una delle carte più importanti per lo sviluppo di questo territorio. Il riferimento è ovviamente alla Centrale Enel di Polesine Camerini e al rigassificatore di Porto Viro, due realtà ben visibili dalla costa e che fanno a pugni con l’idea di Parco.

Va detto, in ogni caso, che la Centrale ed il rigassificatore non sono li da oggi e quindi, il percorso intrapreso dalle due amministrazioni per arrivare a dare una veste interregionale al Parco, non può non averne tenuto conto. D’altra parte lo stesso Massimo Medri, presidente dell’Ente Parco ferrarese dal dicembre 2013, che oggi insegue dichiaratamente l’idea di un parco tricolore, era presente all’ultimo incontro svoltosi a Porto Viro e che ha visto la firma di un accordo che andava nella direzione della interprovincialità, tra i rappresentanti delle amministrazioni provinciali di Ferrara e Rovigo. Se poi questo impegno si è volatilizzato, al pari dei due enti provincia, lo si dica apertamente per evitare di presentarsi ad Expò 2015 senza una vera identità e si avverta soprattutto Geremia Gennari, presidente dell’Ente Regionale Veneto del Parco del Delta che lui, alla questione della interprovincialità, continua a credere ciecamente. Per Gennari però, le difficoltà non sono targate soltanto Ferrara, ma anche e forse soprattutto, Venezia che sulla vicenda Parco da sempre non riesce, meglio non vuole, prendere una decisione definitiva.

Ad imprimere la svolta decisiva per il futuro di quest’area veramente straordinaria, potrebbe essere l’inserimento nel programma Mab dell’Unesco, idea rimandata a settembre e non bocciata come qualcuno sostiene.  

 

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