Accordo Marghera: che succede al Petrolchimico

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Dopo l’accordo sul petrolchimico di Porto Marghera che prevede un rilancio della chimica con un investimento di 200 milioni di euro, con anche ricadute sul Petrochimico di Ferrara, arrivano i dubbi della Cgil che dice: “Eni vuole uscire dalla produzione di Politene”.

Le incognite già espresse, lo scorso luglio, al tavolo regionale sullo sviluppo del Petrolchimico ferrarese restano intatte, anzi lascia irrisolti problemi come il consolidamento delle attività produttive ed il futuro dell’impianto Versalis di Ferrara.

E’ alquanto negativa la posizione della Filctem-Cgil sull’accordo siglato alcuni giorni fa a Roma per il rilancio del sito Porto Marghera che prevede un investimento di circa 200mln di euro. Un progetto di trasformazione che non solo dovrebbe rilanciare il petrolchimico veneziano ma avere anche una ricaduta nello stabilimento ferrarese Versalis, azienda chimica di Eni. Le strategie per il rilancio devono passare per la chimica verde, avevano decretato lo scorso luglio, a Bologna, Regione, industriali, sindacati ed istituzioni.

“Il nuovo quadro, spiega la cgil, non toglie le incertezze che abbiamo dal 2008, quando Eni decise di orientare i nuovi investimenti sul Politene in Francia. L’accordo raggiunta parrebbe addirittura confermare la volontà di Eni, dopo le chiusure di Gela e Porto Torres e il ridimensionamento di Priolo, di voler uscire dalla produzione di Politene”, spiega il sindacato dei lavoratori della Cgil. Incertezze, che per Piazza Verdi, si riverserebbero sull’occupazione “visto che, oltre alla lunga fermata, che prevede anche l’utilizzo della Cigo) si registra una particolare congiuntura del mercato che rende necessaria la sospensione temporanea di produzione dell’Etilene”. Forti dubbi vengono espressi anche per le forniture delle materie prime. Secondo Filctem-Cgil, “ci sarebbe il forte rischio che al rinnovo dei contratti si producano costi aggiuntivi”.

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