Accusato di omicidio torna in carcere dopo assoluzione

helmut graf da heute.at
Foto di Helmut Draf da heute.at

Accusato di omicidio ma poi assolto dalla Corte d’Appello di Bologna, ora arrestato di nuovo su mandato europeo per lo stesso fatto. E’ la sorte di un 38enne residente a Poggio Renatico che nel ’98 rapinò una gioielleria in Austria dove venne ucciso il titolare.

Un omicidio consumato in Austria risalente a 15 anni fa, un uomo ora 38enne e residente a Poggio Renatico da 2 anni che torna in carcere anche se in Italia è stato assolto. E’ la vicenda di Andrea Saba, ora disoccupato che venerdì mattina è stato arrestato dai carabinieri nel suo appartamento.

Saba, secondo l’accusa, il 9 maggio del 1998 partecipò insieme ad altre due persone alla rapina nella gioielleria “Haban” di Vienna, in Austria, dove venne ucciso il titolare, Siegfried Goluch. Poco più di due anni dopo, su richiesta dell’autorità giudiziaria di Bologna, Saba venne arrestato a Santo Domingo il 24 ottobre 2000 con l’accusa di rapina e omicidio: così partì il processo che vide l’uomo alla sbarra insieme ad altre due persone.

Ci fu una condanna di primo grado: l’ergastolo per Michele d’Ambrosio, accusato di aver sparato alla nuca del gioielliere. 18 anni di reclusione invece vennero 01 omicidio arrestato a poggio-1comminati a Saba: la sentenza però venne ribaltata in secondo grado, nel 2002, con l’assoluzione di Saba da parte della Corte d’Appello di Bologna.

Respinto anche il ricorso dell’accusa presentato in Corte di Cassazione. Quindi, per la Giustizia italiana, Saba è innocente essendo stato assolto dall’accusa di rapina e omicidio.

Ma all’inizio di quest’anno, il 6 febbraio, l’autorità austriaca ha riaperto il caso e ha emesso un mandato di cattura europeo sempre nei confronti del 38enne, mandato arrivato fino alla stazione dei militari di Poggio che venerdì hanno tratto in arresto Andrea Saba. L’accusa rimane sempre di omicidio ma, diversamente da quanto accaduto nel Tribunale italiano in cui l’uomo venne accusato di rapina, l’autorità austriaca vuole che il 38enne risponda del reato di lesioni personali aggravate.

Secondo i carabinieri di Ferrara, il procedimento legale in Italia non scredita l’apertura di un processo in Austria, se il reato è stato commesso in quel paese. Insomma si tratta un caso giuridico complesso che potrebbe portare a nuovi sviluppi nel campo del diritto internazionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *