Acer Ferrara, replica a nota congiunta SUNIA e FP CGIL

Azienda Casa Emilia Romagna – Acer Ferrara replica alla nota congiunta SUNIA /FP CGIL del 24/3/2022. Lettera integrale:

Tra le tante cose da fare in questo momento da parte di Acer, ci mancava solo di dover rispondere all’attacco “politico” della Cgil che risponde a logiche che poco hanno a che fare con i lavori e i servizi di quest’azienda.

Stupisce che si tratti della stessa Segreteria Funzione Pubblica della Cgil , che internamente non aveva mai sollevato questioni di tenuta del bilancio e che anzi attraverso le assemblea svolte, aveva dato atto ad Acer, di aver promosso una politica di aumento dei servizi all’utenza e di assunzioni di nuovi dipendenti senza precedenti.

Ma veniamo al merito della nota congiunta Sunia/FP CGIL, che dimostrerebbe la presunta inefficienza di Acer e dei suoi dipendenti (che sono un tutt’uno e non due entità separate come si vorrebbe far credere).

Tema alloggi vuoti: da almeno 10 anni l’Azienda sostiene, insieme alle altre Acer regionali , la necessità di aumentare le risorse pubbliche per rendere assegnabili gli alloggi vuoti (in Regione sono oltre 5000). Il Sunia ha finalmente capito questa necessità e solo negli ultimi tempi , ha incominciato a sposare questa proposta politica, proponendola a Comuni e Regione. Torniamo a ribadire ciò che avevamo già rappresentato anche di recente sulla stampa:

-servono risorse pubbliche strutturali e non straordinarie ;

-i risultati di questo primo stanziamento straordinario regionale 2020-2022 si vedranno tra alcuni anni (3/4);

-già nel 2020, l’Assessore Regionale Schlein ha dato la notizia del primo ingente recupero (di 700 alloggi) in Regione , a cui Acer Ferrara ha dato il suo significativo contributo con ben 154 alloggi , (cioè il 22% del totale), senza contare gli ulteriori alloggi del turn-over con le risorse del bilancio aziendale;

-sono state compiute varie imprecisioni nella lettura dei dati del report utilizzato per l’analisi pubblicata: gli alloggi vuoti, e realmente oggetto di preoccupazione anche da parte di Acer, si riducono a circa 700 ( non quindi 1500 di cui si parla in maniera erronea nell’articolo).

Ed è proprio su questi che i Comuni e Acer Ferrara si stanno concentrando , attraverso una programmazione che , contrariamente a quanto asserito da Sunia e FPCGIL, esiste ed e’ declinata nelle relazioni che accompagnano il bilancio;

A fronte di una media di 350 alloggi all’anno che rientrano in disponibilita’ di Acer per finita locazione, non e’ affatto semplice con risorse limitate azzerare lo stock di alloggi vuoti e garantire le moltissime altre esigenze di manutenzione straordinaria e programmata.

Ecco allora la necessità di un Piano nazionale e regionale per il recupero del patrimonio ERP, a Ferrara come nel resto della Regione ER, che e’ già in essere sia con le misure straordinarie poliennali sul recupero di alloggi vuoti , sia con i programmi del PNRR. Dunque, lo ribadiamo, la programmazione c’è eccome, basta saperla leggere!

Tema morosità: il dato reale (molto inferiore a quello riportato nella nota e in linea con quello delle altre Acer ) e’ certamente preoccupante , ma esiste un governo del fenomeno e una costante rendicontazione ai Comuni, alla Regione, al Collegio dei revisori dei conti, alla Societa’ di certificazione del bilancio. Non dovrebbe stupire che le condizioni socio-economiche dei nostri assegnatari, come di una crescente parte della popolazione delle nostra provincia, siano precarie , al punto da rendere complesso il pagare ogni mese canone e servizi.

Che dovrebbero fare Acer e Comuni: sbattere tutta la gente morosa in mezzo alla strada? Oppure riservare decadenze e sfratti ai nuclei con morosita’ colpevole, e per contro, cercare soluzioni mirate, per consentire alle famiglie in difficolta’ di pagare il debito maturato, con rate sostenibili? Complimenti alla Cgil per questo bel sussulto di solidarietà!

In tutto questo discorso, all’interno del sindacato CGIL dimenticano, non a caso, tutto il lavoro enorme svolto in questi ultimi 10 anni : a partire dal ruolo dell’azienda nella riqualificazione urbana di vaste aree del Comune di Ferrara (il completamento del Barco di Ferrara, la Riqualificazione dell’area dell’ex Palaspecchi, la costruzione di nuovi alloggi a canone calmierato in via Bianchi) e in Provincia, per arrivare alla gestione per conto dei Comuni dei bandi per l’affitto e per la morosità incolpevole, fino alla realizzazione di progetti di inclusione e integrazione sociale. E potremmo andare avanti così a lungo, perche’ le cose realizzate non ci mancano!.

Ma la FP CGIL omette questi interventi nelle loro arringhe contro Acer Ferrara, perché sanno che la gestione dell’azienda non corre alcun pericolo di default (ignorando persino quello che sta scritto nella legge regionale, cioè che l’Ente non può fallire). Il bilancio è sano finanziariamente ed economicamente, i dipendenti possono stare tranquilli , e le assunzioni in questi ultimi 10 anni sono aumentate del 25% per far fronte ai nuovi servizi ai comuni (dando corso agli accordi sindacali, che ci chiedevano questo).

Sorge allora spontanea una domanda : aumentare gli interventi sul territorio, il personale e i servizi all’utenza , garantendo comunque un bilancio solido, e’ forse sinonimo di risultati fallimentari , al punto da chiedere di “cambiare registro” ed una nuova “governance” dell’azienda casa ?

La sensazione, in realta’, e ‘ che si voglia ad ogni costo trovare qualcosa che non va in questa Acer, che non piace alla CGIL nonostante il rispetto degli accordi sindacali, nonostante la presa di posizione assunta nei confronti di Federcasa affinchè venissero rispettati i contratti di lavoro del personale dipendente e i loro rinnovi , e nonostante per primi in Emilia Romagna, si sia pagata la vacanza contrattuale, pur in assenza del nuovo contratto.

Ma è meglio chiuderla qui e tornare al lavoro, insieme ai nostri Comuni, per spendere al meglio i fondi PNRR su un patrimonio provinciale, a cui non basteranno queste risorse per tornare in piena efficienza.

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