FIL ROUGE - L’arte di intrecciare fili… a partire dalla famiglia

Addio Roberto e arrivederci a tempi migliori.

Il mio saluto pubblico a Roberto Pazzi, grande scrittore e amico indimenticabile di una parte importante della mia vita.

Caro Roberto, lascia che io dica, seppure sattovoce, come  penso da sempre a te, come cittadino di questa Ferrara amata e odiata da entrambi, da cui, però, non abbiamo saputo o potuto mai allontanarci.

Certamente tu hai nobilitato la nostra citta, so con certezza che hai reso migliori le nostre vite,  insegnato,  a chi ti è vissuto accanto, a gustare la bellezza del mondo, a scegliere,  fra opposte alternative, la coerenza e l’onesta’, a rifiutare e a non lasciare mai  passare inosservata l’ipocrisia e la viltà.

Hai sferzato senza tregua il potere fine a se stesso, l’omologazione dei costumi e degli ideali, senza mai perdere di vista l’angusto limite della grandezza umana ne’ rincorrere la fama al prezzo della tua personale libertà di pensiero.  Anche per questo hai scelto di vivere a Ferrara, grato alla citta’ quando finalmente ti ha riconosciuto, seppure tardivamente, come scrittore degno di stare nel Pantheon delle glorie  letterarie nazionali.

Oggi mi auguro che tu ti senta finalmente a casa e che la cella dei cittadini –  e vorrei sperare delle cittadine –  che hanno dato lustro a Ferrara ti  accolga come meriti: un amico di alte qualità morali e umane, un uomo che ha amato la scrittura al di sopra di ogni cosa,  al punto da identificarti con lei fino ad accomiatarti dalla tua esistenza biologica, soltanto dopo avere fatto pace con i fantasmi, che sempre ti  hanno visitato lungo le eta’ della vita .

Addio Roberto, vivere sapendo che tu eri fra noi,  e’ stato sempre per me di grande conforto. Oggi mi sento più sola.

Dalia

2 pensieri riguardo “Addio Roberto e arrivederci a tempi migliori.”

  • Bravissima, cara Dalia. Sottoscrivo parola per parola questa “lettera” intensa, vera, elegante, incisiva… “Quadro” fedelissimo del caro Roberto, custode e sacerdote della scrittura, sola divinità a cui per tutta la vita si è inchinato con onestà, umiltà e devozione. “Sentire e meditare”, senza “tradire” mai “il Santo Vero”, senza farsi mai “servo”… Possedeva, per natura e per vocazione “una regalità” capace di illuminare… Gli piaceva parlare di regalità, sapeva riconoscerla negli altri…
    Grazie per avere reso omaggio alla sua memoria con lessico adatto alla sua “regalità”. Un abbraccio forte.

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    • Caro Pasquale, mi fa piacere sentire la vicinanza di chi ha conosciuto Roberto davvero nell’anima.
      Le tue parole mi aiuteranno a ricomporre quel ritratto interiore che resta in noi quando perdiamo una persona che ha contato tanto nella nostra vita.

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