Afghanistan, a Ferrara arrivati i primi profughi. Sindaco Alan Fabbri: “Benvenuti”

Sono otto i profughi afgani già arrivati a Ferrara: quattro in città e altri quattro ad Argenta. In totale nella nostra provincia ne arriveranno una quarantina. Si tratta di collaboratori del contingente italiano accompagnati dalle loro famiglie.

Secondo le ripartizioni decise dal governo in Emilia-Romagna è previsto l’arrivo di 500 profughi. Molti sindaci della provincia di Ferrara avevano già dato la disponibilità per accoglierli, tra questi anche il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri che, come vediamo in queste immagini, ha accolto proprio alcuni di loro, arrivati in città in queste ore

I profughi, dopo il periodo di quarantena, saranno ospitati nei Cas, i Centri di Accoglienza Straordinaria, in attesa che siano pronte le strutture sul territori.

Entro poche ore la Prefettura di Ferrara illustrerà il bando per quanto concerne l’accoglienza nella  provincia estense

IL SINDACO DI FERRARA INCONTRA I PROFUGHI. “Siamo contenti  che voi siate qui: abbiamo manifestato la nostra disponibilità a fornirvi tutto il necessario e ogni genere di aiuto per la vostra permanenza a Ferrara. Grazie di quello che le vostre famiglie hanno fatto in questi anni a fianco delle forze occidentali, sognando un futuro diverso e migliore”. Così il sindaco di Ferrara Alan Fabbri incontrando questo pomeriggio, insieme al prefetto Michele Campanaro, il primo nucleo di profughi dall’Afghanistan: due ragazze  di 20 anni, una di 18 e un ragazzo di 28 anni, di famiglie che in questi anni hanno lavorato a fianco del contingente italiano e del governo locale.

“Stiamo lavorando – ha detto il primo cittadino parlando loro – per impostare l’ospitalità nella nostra città.

Ferrara è una città accogliente e ci auguriamo che voi possiate trovare serenità e integrazione. Sono sicuro che questa potrà essere un’opportunità di conoscenza  reciproca”.

I giovani afghani hanno ringraziato sindaco e prefetto raccontando la loro storia e le modalità con cui sono riusciti a raggiungere l’aeroporto di Kabul per imbarcarsi e raggiungere – divisi – l’Italia”.

 

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