Afghanistan : la crisi dimenticata

Afghanistan un anno senza dirittiChi siamo - Amnesty International Italia

L’Afghanistan è un buco nero che ha inghiottito diritti e speranze, a scriverlo è Amnesty International che ricordando il rientro nel Paese dei Talebani a ridosso dell’uscita delle truppe cosiddette di pace accusa i media e l’Occidente di avere dimenticato la crisi afghana.

Quando si spengono i riflettori dei media internazionali sulle crisi del mondo, i Paesi e le popolazioni che ne sono vittime non sanno più a chi rivolgersi per avere aiuto .

Per questo motivo Amnesty International Italia, la Fondazione Diritti Umani e Articolo21 hanno proposto  in occasione del primo anniversario della “fuga” da Kabul una conversazione con Fatima Haidari, giovane donna afgana rifugiata in Italia che si terrà stasera  alle 21, all’interno della rassegna del Comune di Milano “Milano è Viva – Estate al Castello”.

Per Fatima Haidari, come per molte bambine nate nelle aree rurali dell’Afghanistan, non è stato facile andare a scuola, ma grazie alla sua costanza è riuscita a imparare l’inglese e da giovanissima ha cominciato a fare da guida turistica. Proprio questa sua determinazione l’ha messa nel mirino dei talebani.

Negli ultimi 12 mesi le donne afgane hanno perso ogni diritto: all’istruzione, al lavoro, alla libertà di movimento. E se non c’è più la guerra aperta, c’è una repressione selettiva che si sfoga su oppositori, giornalisti, su chi ha comportamenti moralmente inaccettabili per il regime.

Ecco perché molte persone, come Fatima, non hanno avuto altra scelta che la fuga dall’Afghanistan.

In un nuovo rapporto intitolato “Morte al rallentatore: le donne e le bambine sotto il regime dei talebani”.sempre Amnesty I. informa delle violazioni compiute dai talebani azzerando il sistema di protezione e sostegno per le donne che fuggono dalla violenza domestica, arrestando donne e bambine per minime infrazioni a norme discriminatorie e contribuendo all’aumento dei matrimoni infantili, precoci e forzati.

Il rapporto, inoltre, denuncia arresti, imprigionamenti, torture e sparizioni forzate di donne che prendono parte alle proteste contro le norme oppressive dei talebani.

Amnesty International ha sollecitato i talebani a cambiare radicalmente le loro politiche in modo da rispettare i diritti delle donne e delle bambine. I governi e le organizzazioni internazionali, compresi tutti gli stati membri delle Nazioni Unite e del Consiglio di sicurezza, dovranno rapidamente porre in essere una forte e coordinata strategia che convinca i talebani ad apportare questo cambiamento.

In sintonia con Amnesty,  Save the children denuncia la “catastrofe dei diritti dei bambini”.

AFGHANISTAN: Save the Children welcomes announcement that girls will be returning to secondary school | Save the Children InternationalFra questi, le ragazze soffrono le conseguenze più gravi  tra isolamento, fame, mancanza di istruzione e depressione. “La soluzione, dice Save the children  è nelle stanze del potere dei leader politici internazionali che devono fornire finanziamenti umanitari immediati”“Le ragazze sopportano il peso maggiore di questo deterioramento della situazione. Mangiano meno, soffrono di isolamento e stress emotivo e stanno a casa mentre i loro coetanei maschi vanno a scuola. Questa è una crisi umanitaria, ma anche una catastrofe dei diritti dei bambini. La soluzione non può essere trovata solo in Afghanistan. Se i leader politici internazionali non forniscono finanziamenti umanitari immediati, trovando un modo efficace per rilanciare il sistema bancario e sostenere l’economia in caduta libera, la vita dei bambini andrà perduta e sempre più ragazzi e ragazze perderanno la loro infanzia a causa del lavoro, dei matrimoni precoci e delle continue violazioni dei loro diritti

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