Agricoltura e Cia: ripartire dopo il sisma si può

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Ripartire dopo il sisma. Lo dimostra un’azienda agricola di Poggio Renatico, una delle più danneggiate dalle scosse del terremoto con danni stimati in 400 mila euro.

Ora l’impresa, grazie ai contributi per la ricostruzione, ha ultimato negli ultimi giorni un nuovo fabbricato per ricominciare.

«La nostra corte rurale – spiega il titolare Carlo Fini – era composta da una casa e un fienile adibiti a magazzino; un capannone in mattoni utilizzato principalmente per le attrezzature e una tipica casella. In seguito al sisma il capannone è collassato e tutti i fabbricati sono diventati inagibili, con pericolo reale di crollo.

Un grosso danno, considerando soprattutto l’investimento in pannelli fotovoltaici montati da poco tempo che, in seguito al sisma, abbiamo dovuto rimuovere totalmente. Vedere la propria azienda ridotta in quella maniera, letteralmente da demolire, è stato un colpo bruttissimo. Dopo lo shock iniziale e la voglia di rimediare fin da subito ci siamo però resi conto che il danno subito era al di là delle nostre forze.

E abbiamo così deciso di chiedere aiuto: prima pubblicamente nel corso di un’intervista televisiva andata in onda pochi giorni dopo il terremoto per sensibilizzare tutti sui danni subiti dalle aziende agricole poi concretamente iniziando un lunghissimo iter burocratico. Il risultato è un capannone di 300 metri quadri in cemento armato, fondamentale per il ricovero delle attrezzature e dove abbiamo ripristinato l’impianto di pannelli fotovoltaici. La struttura sarà finanziata al 100% dai contributi per la ricostruzione.

Sono moltissime le persone da ringraziare oggi che questo percorso è finito, persone che hanno lavorato sulla fiducia, in attesa dell’arrivo dei soldi che la Regione metterà a disposizione tra circa due mesi, a seguito della dichiarazione di fine lavori. Tra loro voglio citare ovviamente la Regione Emilia – Romagna che ci ha riconosciuto il danno, l’assessore Stefano Calderoni che è rimasto sempre in prima linea accanto alle aziende, la Cia Ferrara che ci hanno aiutato con le tantissime pratiche da presentare e i tecnici di riferimento.

Tutti – conclude Carlo Fini – ci hanno sostenuto e supportato in ogni fase della ricostruzione e posso dire che solo oggi siamo usciti davvero dalla brutta pagina del terremoto.»

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