Ai tempi del coronavirus, le nostre scoperte quotidiane…

L’emergenza coronavirus ci fa aprire gli occhi su aspetti solitamente in sordina della nostra vita privata e sociale, ci mette faccia a faccia con uomini e donne non vip, di cui non ci occupiamo quasi mai, li diamo per scontati, come il sole, la pioggia, l’aria che respiriamo.

Sono i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari che a tutti i livelli di competenza e gerarchia si stanno prendendo cura dei malati, che, tutti insieme nelle zone dove il contagio è esploso, hanno affollato gli ospedali. Sono i loro colleghi, che si stanno preparando ad accogliere, ovunque in Italia, dove ce ne sarà bisogno, i contagiati.

Ci siamo accorti che senza l’OMS, Organizzazione mondiali della Sanità- senza la ricerca di infettivologi, virologi, microbiologi, e tanti altri che nel silenzio vi si dedicano, in sostanza senza la scienza, saremmo senza spiegazioni e senza speranza.
Aspettiamo tutti i giorni in tv la voce degli esperti, che ci raccontano e ci spiegano quello che sta succedendo, senza di loro non sapremmo spiegarci nulla o quasi dello tsunami che si è abbattuto sulle nostre vite.

Abbiamo imparato a distinguere competenze e responsabilità: ci aspettiamo che chi ci governa sappia prendersi cura di noi in modo saggio e previdente, abbiamo capito che spesso questo dipende anche da noi, dal nostro voto
L’emergenza virus mette a nudo i nostri criteri di scelta politica e ci fa capire di quanta fuffa inutile, dispersiva, dannosa si nutrano gli scontri politici via social dei nostri giorni.

Abbiamo anche scoperto, magari a fatica, non subito, che lo Stato siamo davvero anche noi, anzi noi prima di tutto, perché senza i nostri comportamenti virtuosi, non ci sarà scienza, politica, medicina, che possa vincere il coronavirus.

Quindi non facciamoci pregare per non andare al bar, fare ressa al mercato, code testa a testa ai supermercati, cerchiamo di dire a noi stessi e agli altri con l’esempio che abbiamo capito: Sì, faremo la nostra parte e anche di più!

Come quei giovani che nel vicinato o nel condominio si offrono per portare la spesa a casa degli over sessantacinquenni, come chi offre via skype, facebook, twitter, messaggi utili, o gli artisti che per intrattenerci fanno spettacolo da casa loro su you tube.

Se non potremo andare al bar, in gita, dal parrucchiere per un po’ di tempo, ce ne faremo una ragione. Torneremo a leggere a occuparci del nostro partner, dei nostri figli e nipoti, anche a distanza, della nostra casa, ne scopriremo angoli di cui non ci eravamo accorti.

Scopriremo chi siamo veramente, al di là della routine frenetica quotidiana. Può essere una cosa bella, se mai ci accorgessimo, che, forse, da qualche tempo, ci stavamo perdendo di vista.

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