Festival di Internazionale 2021 in presenza a Ferrara – VIDEO

Tornare all’attualità. Questo il filo conduttore dell’edizione 2021 di Internazionale a Ferrara in città dal 1° al 3 ottobre.

Dopo l’ultimo anno e mezzo c’era bisogno di riallacciare i fili, di tornare a vedere cosa stava accadendo nel mondo, uscire dall’immobilismo a cui ci aveva costretto il covid. Il mondo è andato avanti e oggi c’è ancora la necessità di capire, informarsi e conoscere.

Non è un caso che lo storico logo della manifestazione quest’anno tenga in mano una torcia: da Ferrara si cerca di individuare delle rotte che portino fuori dalla pandemia. E gli strumenti di internazionale sono gli incontri, i dibattiti, gli workshop e le rassegne

Di nuovo in presenza. Dopo l’anteprima con il concerto di ColapesceDimartino al Teatro Comunale, si apre la quindicesima edizione di Internazionale a Ferrara. Tema di questo nuovo appuntamento la necessità di riannodare il filo con le grandi questioni internazionali dopo l’anno di covid-19 che ha fermato il mondo

Dopo l’inaugurazione (ore 11, Cinema Apollo) alla quale hanno partecipato l’assessore alla cultura Marco Gulinelli, Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale, Chiara Nielsen, direttrice di Internazionale Ferrara, Stefano Di Carlo, direttore di Msf, Marisa Parmigiani, Fondazione Unipolis e Antonio Parenti, Rappresentanza in Italia della Commissione europea, il festival si apre con un dibattito sulla crisi climatica e sul Green deal che dovrebbe trasformare l’Europa nel primo continente a impatto climatico zero nel 2050. A La rivoluzione verde partecipano Liina Carr della Confederazione europea dei sindacati, il giornalista di Askanews esperto di questioni europee Renzo Consoli, Monica Frassoni presidente dell’European Alliance to save Energy e dei Verdi europei, Antonio Parenti, Commissione europea. Introduce e modera Gianpaolo Accardo di VoxEurop.

Si riprende il filo del racconto sull’America Latina: dal Cile a Cuba, dalla Colombia al Perù, i latinoamericani chiedono ai loro governi cambiamenti profondi e politiche più inclusive. Se ne discuterà alle 14.30, Teatro Comunale, in Democrazia da aggiornare con Carlos Manuel Álvarez (in collegamento), scrittore e giornalista cubano, Mónica González Mujica (in collegamento), giornalista e scrittrice cilena, Arturo Wallace, giornalista del Nicaragua inviato per BBC Mundo, Lucia Capuzzi, Avvenire, moderati da Camilla Desideri, Internazionale. Uno sguardo alla Cina con la presentazione dei libri del giornalista di Repubblica Filippo Santelli, La Cina non è una sola (Mondadori) e di Yi Yang, Easy breezy (Bao Publishing). Nel suo saggio, Santelli analizza questo vasto impero al centro di previsioni contrastanti, dalla Via della seta alla rivalità con gli Stati Uniti, mentre la fumettista di origine cinese ci porta nella Cina degli anni novanta in un road movie a fumetti (ore 15, Ridotto Teatro Comunale, modera Junko Terao, Internazionale).

Continuano gli approfondimenti di Internazionale sul genere. Si parte dell’Italia, uno dei paesi del mondo in cui le donne hanno meno figli. Ne discuteranno in Denatalità in salsa femminista, Alessandra Minello, demografa all’Università di Padova, Maddalena Vianello, esperta in politiche di genere e Barbara Kenny, inGenere.it e senior gender esperta della Fondazione G. Brodolini (ore 15, Ex Teatro Verdi).

La fascia subsahariana è diventata uno dei punti caldi della politica internazionale: è l’argomento che affronteranno l’antropologo Marco Aime e Andrea De Georgio, giornalista che vive in Mali e Ispi associate research fellow su terrorismo nel Sahel, durante la presentazione de Il grande gioco del Sahel (Bollati Boringhieri), con Francesca Sibani, Internazionale (ore 16, Chiostro di San Paolo). Mentre con Respect! (ore 16, Palazzo Naselli Crispi) Daniele Cassandro, Internazionale, racconterà la resistenza culturale dei musicisti afroamericani, da Little Richard a Kanye West, attraverso musica, libri, documentari e serie tv. Alle 16.30, Apollo 2, In prima linea, una riflessione sull’uso della fotografia nel settore umanitario, sui rischi, le implicazioni etiche e i limiti. Con Sergio Cecchini, Medici senza frontiere, Thomas Dworzak (in collegamento) fotografo tedesco, Giulietta Palumbo, content editor di Magnum photos, modera Elena Boille, Internazionale.

La gran parte dei migranti subisce maltrattamenti e torture durante viaggio che li porta in Europa e nelle prigioni libiche. In Le ferite invisibili (venerdì ore 17, Ridotto del Teatro Comunale, in collaborazione con Cidas cooperativa sociale) Gloria Carlini, Cidas, Virginia Costa, ministero dell’Interno, responsabile del Servizio centrale SAI, l’etnopsichiatra Lelia Pisani del Centro studi Sagara e Lilian Pizzi, psicologa, moderati da Annalisa Camilli, Internazionale, spiegheranno quali segni lasciano queste violenze e come è possibile intervenire.

Medio Oriente: le ennesime settimane di tensione tra Israele e Gaza richiedono per un volta di provare a fare una cronaca diversa di quello che succede nei territori occupati. Apartheid, pulizia etnica e furto delle terre sono parole che cominciano a farsi largo nella stampa e nei rapporti umanitari. In Spostare il centro del racconto (17.30, Teatro Comunale) ne discutono Omar Shakir, direttore Israele e Palestina per Human rights watch, Adam Shatz, editor di London Review of Books (in collegamento), Alain Gresh, saggista e giornalista di Orient XXI, specializzato in Medio Oriente, moderati da Catherine Cornet, Internazionale. Alle 18, Palazzo Naselli Crispi, Giuseppe Rizzo, Internazionale, in Non fingere costruisce una mappa per costruirsi una biblioteca di non-fiction. Sempre alle 18 ma all’Ex Teatro Verdi, invece, si proverà a capire  perché l’emergenza climatica non sia al centro della preoccupazione di cittadini e governo e si proverà a formulare qualche proposta per raccontarla in maniera efficace e creativa. A La più grande storia dei nostri tempi partecipano l’architetta Rossella Ferorelli, Maria Teresa Salvati, caporedattrice della piattaforma Everything is connected/Slideluck Editorial, Giancarlo Sturloni, giornalista scientifico e responsabile della comunicazione di Greenpeace Italia con Stefano Liberti, giornalista e scrittore. Mentre, per ragionare sul tempo presente Pietro Del Soldà, Rai Radio3, in La fiducia e la dignità intervista la scrittrice e giornalista turca Ece Temelkuran, autrice, tra gli altri, del volume La fiducia e la dignità. Dieci scelte urgenti per un presente migliore (Bollati Boringhieri, 2021) per capire come concepire un nuovo linguaggio che si riappropri nell’epoca della polarizzazione e dell’odio, di parole accoglienti (ore 18, Cinema Apollo). Alle 19, Chiostro di San Paolo, Anna Maria Giordano e Roberto Zichittella di Radio3 presentano il podcast L’isola – New York 9/11 di Costanza Spocci, Vittorio Giacopini e Roberto Zichittella, Radio3 (con Radio3Mondo). Musica con Andrea Pipino di Internazionale che in Back in Ussr (19.30, Circolo Arci Bolognesi) propone la scoperta della musica alternativa di oltrecortina: dal bigbit al prog fino alla new wave. Chiusura con l’appuntamento sull’Afghanistan, dove dopo vent’anni di guerra i taliban sono tornati al potere, Missione fallita (ore 21, Teatro Comunale). Partecipano il giornalista Emanuele Giordana, cofondatore di Lettera 22 e direttore editoriale di atlanteguerre.it e Ghazal Golshiri, già inviata per Le Monde in Afghanistan, moderati da Junko Terao, Internazionale.

Come di consueto si aprono poi, e continuano per tutta la giornata, le rassegne Mondovisioni (ex Refettorio) e Mondoscolti (Apollo 3)

(Comunicato a cura Ufficio Stampa Internazionale Ferrara 2021)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *