Covid, ordinanza regionale: sindaco Ferrara chiede revoca, E-R la conferma

“Chiedo alla Regione e al presidente Stefano Bonaccini di valutare la revoca dell’ultima ordinanza regionale che ci pone in uno scenario più restrittivo rispetto a quello di altre regioni con il nostro stesso colore”.

Così il sindaco di Ferrara Alan Fabbri dopo che, ieri, il governo ha scelto di far passare l’Emilia-Romagna in fascia arancione, a poche ore dall’ordinanza regionale con cui il presidente Bonaccini aveva disposto altre restrizioni.

“Attualmente siamo una regione che è doppiamente penalizzata – spiega Fabbri -, sia dalle restrizioni proprie della zona arancione sia da quelle dell’ordinanza, che era stata concordata con i sindaci”.

“Ordinanza che, a questo punto, credo che non abbia più ragione di esistere” ha aggiunto il primo cittadino ma dalla regione è già arrivata la conferma del mantenimento dell’ordinanza che prevede, tra le altre cose, la chiusura dei parchi commerciali.

Entra oggi in vigore, fino al 3 dicembre, l’ordinanza regionale firmata giovedì dal presidente Stefano Bonaccini, concordata con i presidenti di Veneto, Luca Zaia, e Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, d’intesa col ministro della Salute, Roberto Speranza, e condivisa con territori e sindaci visti gli assembramenti registratisi. Il provvedimento contiene misure più restrittive che puntano ad evitare assembramenti e situazioni a rischio contagio. Inoltre, da domani l’Emilia-Romagna sarà in zona arancione, dopo la decisione ieri del ministro Speranza sulla base del Dpcm del 3 novembre scorso, che divide il Paese in tre fasce di rischio (gialla, arancione, rossa): si applicheranno quindi ulteriori provvedimenti restrittivi e in caso di sovrapposizione a prevalere, e quindi essere applicate, saranno le misure maggiormente restrittive (vedi scheda allegata).

“L’ordinanza regionale è stata decisa in base all’aumento dei contagi e della situazione di forte pressione sulle strutture sanitarie- spiega il sottosegretario alla presidenza della Giunta, Davide Baruffi- e quindi la necessità, sempre più impellente, di invertire la curva epidemica. Motivazioni tuttora più che valide: l’ordinanza è quindi confermata, contenendo misure che puntano a limitare al massimo situazioni di assembramento, nei centri storici come nei centri commerciali. Il provvedimento- prosegue- è stato deciso dal presidente Bonaccini insieme ai presidenti Zaia e Fedriga, essendo la lotta al virus un obiettivo che dovrebbe essere di tutti, che va al di là di confini politici e geografici. Dopodiché, la valutazione ieri dei parametri epidemiologici e sanitari effettuata dal Comitato tecnico scientifico e dal Governo, che pure il giorno precedente aveva condiviso e approvato la nostra ordinanza, ha portato a spostamenti fra le zone di rischio che sono dipesi, in alcuni casi, da scostamenti infinitesimali rispetto ai parametri monitorati, ma per tutte le Regioni il rischio è comunque passato da moderato a alto, confermando in pieno le ragioni che ci hanno spinto ad intervenire per la riduzione del contagio. Peraltro, va ricordato come nella nostra regione il valore di Rt – l’indice che misura il grado di trasmissibilità del virus – superiore a 1,5 che registravamo da più settimane ci aveva posto al limite della zona rossa. Il calo registrato negli ultimi sette giorni ha migliorato la situazione, ma non certo a sufficienza: la zona rossa resta tuttora una possibilità concreta e dobbiamo fare di tutto per evitarla e ritrovarci a dover adottare blocchi ancora maggiori. Per questo- chiude Baruffi- dobbiamo tutti quanti rispettare le regole. Non c’è spazio per polemiche o dispute sui colori nel momento in cui ogni territorio è in situazione critica. Serve il massimo di unità per uscire dall’emergenza. Sia comunque chiaro che non lasceremo sole le attività economiche colpite: le misure che ne limitano o sospendono l’esercizio non sono imputabili a loro ma alla necessità di aumentare il distanziamento; è dunque necessario che Stato, Regioni ed Enti locali allevano il peso che viene posto sulle loro spalle”.

La Regione ha chiesto al Governo l’apertura di un tavolo di confronto per veder riconosciuti ulteriori ristori economici agli esercenti e agli operatori che dovranno limitare o sospendere l’attività in seguito all’ordinanza regionale. Fondi aggiuntivi rispetto alle misure di sostegno collegate alle restrizioni previste per le aree arancione e rossa.

Inoltre, ha già deciso lo stanziamento di 10 milioni di euro dal bilancio regionale per integrare gli aiuti economici nazionali. “Saranno rivolti a bar, ristoranti, attività economiche colpite dall’ultimo Dpcm- sottolineano gli assessori Paolo Calvano (Bilancio) e Andrea Corsini (Commercio)- così come a taxisti e noleggio con conducente, oltre a palestre e piscine. Agiremo insieme ai Comuni, che potranno a loro volta stanziare ulteriori risorse, secondo un piano e modalità che definiremo nei prossimi giorni”.

Sabato 14 novembre 2020 – ore 11

“Con non poca amarezza apprendo l’ingresso della nostra Regione in fascia arancione. 

Evidentemente per il governo non devono essere bastate le misure già contenute nell’ultima ordinanza regionale e quindi ha ritenuto necessario inserire ulteriori limitazioni.

Le più pesanti sono sicuramente quelle relative alla chiusura totale di bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie e agli spostamenti non più possibili tra comuni differenti, se non per ragioni di lavoro, studio, necessità e salute. Questo a partire da domenica 15 novembre e per 15 giorni.
Mi dispiace inoltre constatare la mancanza di comunicazione tra governo centrale e regionale, che ci porta inevitabilmente ad avere non solo le restrizioni delle zone arancioni, ma anche quelle inserite nell’ ultima ordinanza della Regione Emilia Romagna. In pratica siamo un arancio tendente al rosso.

Non vi nego di sentirmi un po’ preso in giro dopo gli sforzi fatti a tutti i livelli.

Spero adesso in ristori immediati per tutte le attività che da domenica non potranno più aprire e che ovviamente porteranno ad una maggiore desertificazione dei centri storici”.

Così su Facebook il sindaco di Ferrara Alan Fabbri.

2 pensieri riguardo “Covid, ordinanza regionale: sindaco Ferrara chiede revoca, E-R la conferma

  • 14/11/2020 in 14:12
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    Il Sindaco ringrazi se stesso, il suo vice , l’assessore e Sgarbi , dove eravate il 29 ottobre ?

    Rispondi
  • 14/11/2020 in 18:19
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    Sindaco di Ferrara se ti fossi dato un po’ meno da fare con gli spettacoli in piazza Trento Trieste ora forse saremmo potuti rimanere in zona Gialla …Pensaci…

    Rispondi

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