Alan Fabbri: “Daremo la cittadinanza onoraria ad Antonia Arslan e a Taner Akçam, narratrice e storico del genocidio degli Armeni”

“Inaccettabile la richiesta dell’ambasciatore turco”, così Alan Fabbri, sindaco di Ferrara risponde alla lettera dell’Ambasciatore turco in Italia, che ha chiesto al Sindaco di rivedere le posizioni dell’Amministrazione comunale  sul genocidio armeno, di  cui il Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara ha commemorato il 24 aprile scorso, con una riflessione a più voci, il 106esimo anniversario.
Secco il rifiuto da parte del primo cittadino,  che alla lettera dell’ambasciatore  risponde con assoluta fermezza e convinzione “Daremo, dice Fabbri,  la cittadinanza onoraria della città di Ferrara ad Antonia Arslan e  a Taner Akçam, lo storico turco, esule, che ha dimostrato il genocidio armeno con prove raccolte nel suo libro da poco tradotto in italiano.
Antonia Arslan è la scrittrice italiana, nota a Ferrara per le sue numerose partecipazioni ad attività culturali cittadine,  di origini armene che 17 anni fa con il suo splendido e indimenticabile romanzo “La masseria delle allodole” contribuì in modo determinante a scuotere l’ Italia e  la comunità internazionale, che al massacro di 1.500.000 armeni, uomini, donne, bambini, perpetrato fra il 1915 e il 1916, ha reagito nel secolo scorso con molta ambiguità, silenzio e contraddizioni.
“Ad  entrambi, continua il Sindaco  nella lettera di risposta all’ambasciatore,  va la mia stima e la mia ammirazione. Invito inoltre il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini a prendere posizione, contro ogni spinta negazionista dobbiamo essere nitidi e granitici. Non possiamo permettere che la memoria venga offesa, né che iniziative democratiche, pacifiche, culturali organizzate in un luogo come il teatro, che è il tempio della libertà, subiscano tentativi di offuscamento da parte della ‘diplomazia’ di un Paese terzo, che certo non fa della democrazia il suo marchio distintivo. Giudico le parole dell’ambasciatore Salim Esenli  come un intollerabile tentativo di ingerenza nei confronti della libera, plurale e democratica programmazione culturale della nostra città e, quindi, come un’offesa ai valori che animano Ferrara, che ha combattuto per la libertà e per la democrazia. Alla intollerabile presa di posizione dell’ambasciatore rispondo quindi rinnovando la mia stima e vicinanza ad Antonia Arslan e al popolo armeno. Bene ha fatto il premier Mario Draghi a definire ‘dittatore’ il presidente turco Recep Tayyip Erdogan: i toni assunti e le incursioni dei suoi diplomatici nella vita democratica della nostra grande Ferrara  non possono  essere accettati.”
Di seguito pubblichiamo la risposta fatta pervenire alle redazioni con un comunicato stampa del sindaco di Ferrara all’ambasciatore turco, di cui pure pubblichiamo la lettera che porta la data del 23 aprile, con una sorta di intento di dissuasione a mandare in onda sul canale you tube del Teatro Comunale la conversazione – spettacolo fra Antonia Arslan scrittrice e saggista, Moni Ovadia, direttore della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Vittorio Robiati Bendaud saggista e coordinatore del Tribunale Rabbinico del Centro Nord Italia e e con Claudio Fanton, musicista e maestro di  duduk, dal titolo Metz Yeghern. Il genocidio degli armeni tra memoria, negazioni e silenzi’.
Comunicato stampa del Sindaco di Ferrara Alan Fabbri
Ferrara, 26 apr – “Dopo che il Teatro Comunale di Ferrara ha ospitato l’iniziativa: ‘‘Metz Yeghern. Il genocidio degli armeni tra memoria, negazioni e silenzi’, con – tra gli altri – Antonia Arslan, ho ricevuto in queste ore una lettera dell’ambasciatore turco Murat Salim Esenli che mi sollecita a ‘riconsiderare la posizione’ sul tema e sull’evento, bollando il genocidio  come una ‘questione di controversia storica tra turchi e armeni’. Giudico quanto in questa lettera assolutamente inaccettabile e rispondo alle parole dell’ambasciatore turco con i fatti: intendo infatti promuovere il percorso che vuole portare al riconoscimento della cittadinanza onoraria ad Antonia Arslan e a Taner Akçam, lo storico turco, esule, che ha dimostrato il genocidio armeno con prove raccolte nel suo libro da poco tradotto in italiano. A entrambi va la mia stima e la mia ammirazione. Invito inoltre il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini a prendere posizione, contro ogni spinta negazionista dobbiamo essere niti e granitici. Non possiamo permettere che la memoria venga offesa, né che iniziative democratiche, pacifiche, culturali organizzate in un luogo come il teatro, che è il tempio della libertà, subiscano tentativi di offuscamento da parte della ‘diplomazia’ di un Paese terzo, che certo non fa della democrazia il suo marchio distintivo. Giudico le parole dell’ambasciatore Salim Esenli  come un intollerabile tentativo di ingerenza nei confronti della libera, plurale e democratica programmazione culturale della nostra città e, quindi, come un’offesa ai valori che animano Ferrara, che ha combattuto per la libertà e per la democrazia. Alla intollerabile presa di posizione dell’ambasciatore rispondo quindi rinnovando la mia stima e vicinanza ad Antonia Arslan e al popolo armeno. Bene ha fatto il premier Mario Draghi a definire ‘dittatore’ il presidente turco Recep Tayyip Erdogan: i toni assunti e le incursioni dei suoi diplomatici nella vita democratica della nostra grande Ferrara  non possono  essere accettati. Quanto è accaduto – e la missiva che mi è giunta dall’Ambasciata ne è un ulteriore elemento – mi auguro sia anche di monito a un’Europa che si è dimostrata troppo malleabile nei confronti del regime turco. Siamo e saremo sempre contro ogni regime e contro ogni negazionismo”. Così il sindaco di Ferrara Alan Fabbri dopo la lettera arrivata al suo indirizzo e firmata dall’ambasciatore Murat Salim Esenli
Lettera dell’ambasciatore turco

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