Aldro: querela ex pm, nuovo rinvio processo giornalisti

aldroUn altro rinvio per il processo che vede imputati i giornalisti Paolo Boldrini, direttore della Gazzetta di Mantova, e Daniele Predieri, cronista della Nuova Ferrara, accusati di diffamazione dall’ex pm di Ferrara Mariaemanuela Guerra, prima titolare delle indagini sulla morte di Federico Aldrovandi, più volte criticata dalla famiglia per la sua condotta.

Anche in questa occasione il rinvio è stato chiesto dall’avvocato del magistrato, professor Giovanni Flora di Firenze. Guerra, che dopo aver lasciato la Procura ferrarese lavora al Ministero di Giustizia, era impegnata in una missione a Bruxelles. Voleva presenziare e ha dichiarato di non aver mai ricevuto la convocazione dal pm per l’udienza.

Il processo, che nel frattempo è passato dal giudice Silvestrini (si è astenuta) al giudice Toniolo, è stato quindi rinviato al 6 maggio. L’ex pm Guerra non era presente alleprocura ursa sisma precedenti udienze. La Nuova Ferrara deve difendersi anche in sede civile, al Tribunale di Ancona: sulla bilancia la richiesta di un milione e mezzo di euro di danni da parte dell’ex pm per quella che il magistrato ha ritenuto essere una campagna stampa diffamatoria nei suoi confronti in questi anni. Un processo tuttora in corso e ormai giunto, anche questo, alle fasi finali in aprile dopo anni di udienze.

“È triste che un garante della legge denunci chi dà voce alla richiesta civile di giustizia – afferma Patrizia Moretti, mamma di Federico Aldrovandi, imputata anche lei e assolta un anno fa in questo stesso processo dalle accuse di diffamazione dell’ex pm Guerra. “Questo processo, fin dal primo giorno, mi è sembrato assurdo – dice – Nella tragedia che ha sconvolto la nostra famiglia, la stampa e i giornalisti finiti sul banco degli imputati hanno avuto un ruolo fondamentale per far emergere la verità. La società dovrebbe ringraziare i cronisti che hanno avuto il coraggio di andare avanti tra mille ostacoli, messi anche da uomini dello Stato che hanno abusato del loro potere.

Io e la mia famiglia possiamo affermare di aver raccolto i frutti del loro impegno civile, quando i responsabili sono stati condannati dal Tribunale di Ferrara a tre anni e sei mesi”.

(ANSA)

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