Andrei Alexandro Rusu e la sua passione per lo sport

Nato in Romania, ma da sei anni a Ferrara, attratto anche dalla musica

“Pratico atletica leggera, in particolare i 400 metri piani. Questa mia passione è nata all’incirca nel 2013 quando partecipai ad una gara regionale alle scuole medie”. Inizia a raccontarsi così Andrei Alexandru Rusu, classe 1998, che ha fatto dell’atletica leggera una parte essenziale del suo vissuto. “Sono nato a Galati, in Romania”, prosegue, “ma vivo in Italia (Ferrara precisamente) da circa sei anni. Vivo con mio fratello più piccolo, mia sorella, mia madre e il suo compagno.. mentre mio padre è rimasto in Romania. Frequento il terzo anno di un istituto alberghiero e quest’anno mi sto impegnando per l’esame di qualifica professionale”. Andrei ha anche altre due grandi passioni: “Adoro il canto, mi piace molto e mi sto preparando per X – Factor 2018. Inoltre gioco a calcetto in una squadra composta da giocatori rumeni – l’FC Romania – e facciamo tornei a Ferrara (la squadra è composta da Rusu con il numero 11, Catalin Rachita con il numero 4, Razvan con il numero 6, Alex con il numero 18 e Marian con il numero 7)”. Ma torniamo all’atletica leggera: “Ho continuato con questo sport perchè quando corro scarico le tensioni, scarico la mente e mi sento più leggero. Le sensazioni più belle le “capto” quando partecipo ad una gara: mi sento potente, invincibile. Inutile tentare di spiegare le emozioni che provo dopo una vittoria; il giusto mix tra la soddisfazione di aver vinto e la stanchezza – seppur appagante – dovuta allo sforzo fisico”. In conclusione, uno sguardo rivolto al futuro: “Purtroppo sono due anni che non raggiungo i tempi che desidero. Dopo l’infortunio (strappo al bicipite femorale lo scorso anno) è stato difficile, per me, tornare ai livelli di prima.. ma sono fiducioso e so che con un po’ di pazienza e tanto impegno riuscirò a tornare quello di prima. Proprio per questo il mio motto è: Non ridere perchè sono caduto, ma corri perchè mi sto rialzando. Essendoci, come in ogni sport, un po’ di sana competizione.. questa è la frase che mi accompagna da quando sono guarito dall’infortunio”.

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