Alla scoperta del Falstaff di Giuseppe Verdi

falstaff

Ed ecco alcune scene del Falstaff che questa sera viene rappresentato al Teatro Comunale di Ferrara, una coproduzione degli artisti affermati, i maestri, e nascenti, gli allievi dei tre conservatori di Cesena, Pesaro Ferrara, che hanno lavorato con l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Una prova generale, diremmo noi, del talento che si coltiva in queste scuole di Alta Formazione musicale e artistica.

Falstaff è l’ultima opera di Giuseppe Verdi. Il libretto di Arrigo Boito fu tratto da Le allegre comari di Windsor di Shakespeare, ma alcuni passi furono ricavati anche da Enrico IV, il dramma storico nel quale per la prima volta era apparsa la figura di Sir John Falstaff. La prima ebbe luogo a Milano nell’ambito della stagione di Carnevale e Quaresima del Teatro alla Scala, il 9 febbraio 1893, con la direzione di Edoardo Mascheroni. Ha aperto le stagioni operistiche del Teatro alla Scala nel 1921, 1936, 1980. Ha AVUTO nel corso del ‘900 moltissime esecuzioni e una famosa edizione cinematografica ad opera di Orson Welles a cui fa riferimento in parte questa messa in scena ideata dai tre conservatori di Ferrara, Cesena Pesaro. Queste le immagini della prova generale questa mattina al Teatro Comunale allestita in chiave didattica per le scuole.

“Tutto nel mondo è burla” dice nel finale Sir Jhon Falstaff, questa è la filosofia della commedia alla quale Verdi dedico il suo impegno di compositore negli ultimi anni della sua vita.

Ua commedia giocata sulle burle, gli scambi di persona, i conflitti di volontà e gli intrecci amorosi che si fanno e si disfano, tipico armamentario da opera buffa all’italiana, cui Verdi sembrò convertirsi nel finale della sua vita. Il protagonista, Sir Jhon Falstaff, vecchio cavaliere cialtrone che si crede seduttore e diventa oggetto e vittima degli scherzi altrui, se la cava con una risata finale, che sottolinea l’aspetto irriverente, sbruffone, ironico, da vero gaglioffo del personaggio.

Una figura totalmente antieroica, che trasforma gli eccessi dei sensi più che mai censurabili nell’età senile in atti di innocenza primitiva e vero gusto per la vita.

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