Allarme argini

32 milioni di danni a impianti idrovori, magazzini di servizio, arginature. È questo un primo bilancio degli effetti del terremoto diffuso attraverso l’Agenzia Ansa dal Consorzio di Bonifica di Burana, che cura la gestione della scurezza idraulica e delle irrigazioni in un’area, tra il Po, il Panaro e il Secchia, colpita dal terremoto.

La situazione che preoccupa di più, come sottolinea il presidente del consorzio Francesco Vincenzi è naturalmente quella delle arginature, che presentano rischi di crollo e che quindi vanno rimesse in sicurezza entro l’autunno, per prevenire l’impatto delle piogge autunnali.
Non vi sono comunque, sottolinea lo stesso consorzio di bonifica in una nota del pomeriggio, rischi immediati per quanto riguarda la sicurezza idraulica. La tenuta degli argini, nelle attuali condizioni stagionali, è garantita.

Intanto, è stata sospesa l’irrigazione in gran parte del comprensorio del consorzio di Burana, a causa dei danni subiti da alcuni impianti messi fuori uso dal sisma.

“Stiamo studiando soluzioni – conclude il presidente Vincenzi – per far ripartire l’irrigazione, e così tutelare una delle agricolture più floride della pianura Padana”.

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