Alluvione, stato di crisi in regione

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Al via le procedure per la ricognizione dei fabbisogni finanziari per far fronte ai danni di cittadini e imprese colpiti dall’alluvione nel modenese. Dichiarato stato di crisi regionale e istituiti un Comitato istituzionale e un Centro di coordinamento operativo.

L’avvio alla ricognizione dei danni per cittadini, imprese ed enti pubblici. La dichiarazione dello stato di crisi regionale in attesa della dichiarazione di stato di emergenza da parte del Governo e la costituzione di due centri di coordinamento a livello istituzionale e operativo. Il varo delle misure organizzative per l’analisi delle cause della rottura dell’argine del Secchia e l’analisi delle arginature di Secchia, Panaro e Naviglio. Sono questi in sintesi i contenuti dei provvedimenti (due Decreti e una lettera) emanati nella giornata di sabato dal presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani per le zone del modenese colpite dell’alluvione. Decisioni che arrivano insieme al via libera del Governo alla sospensione fiscale per gli alluvionati.

“Si tratta di un primo importante provvedimento, afferma il presidente Errani, che riguarda cittadini ed imprese di ogni comparto, oggi colpiti dall’alluvione e già pesantemente danneggiati dal terremoto del 2012”. Per quanto riguarda la ricognizione dei danni la Regione ha disposto una Circolare che stabilisce le procedure per una tempestiva attività di quantificazione attraverso la compilazione di apposite schede reperibili anche all’indirizzo http://www.protezionecivile.emilia-romagna.it/

Lo stato di crisi regionale durerà invece 90 giorni in arresa della dichiarazione di stato di emergenza nazionale che il presidente Errani ha, nei giorni scorsi, inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta e al Prefetto Franco Gabrielli. Inoltre, per assicurare il raccordo e coordinamento tra gli enti interessati (sia  a livello istituzionale sia a livello operativo) ma anche per una più efficace gestione dell’emergenza,  è stato istituito un Comitato istituzionale e un Centro di coordinamento operativo.

Nasce anche un gruppo di lavoro tra esperti della Regione, di enti interregionali quali Aipo e l’Autorità di Bacino del Po che analizzi  e cause della rottura arginale del fiume Secchia e approfondisca dal punto di vista strutturale le  arginature dei fiumi Secchia, Panaro e Canale Naviglio

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