Ambiente e sicurezza, i punti sensibili del ferrarese

poSommario: Fiumi, canali, impianti di bonifica. Anche il territorio ferrarese presenta delle fragilità in caso di maltempo. Il “Piccolo Vajont” avvenuto nella Marca Trevigiana deve infatti far riflettere.

Il Governo Renzi ha già stanziato risorse per il problema sicurezza dell’ambiente. Il clima infatti sta cambiando e il maltempo quando arriva con le cosidette ‘bombe ad acqua’ crea preoccupazione anche per i punti sensibili del nostro territorio.

Il Po e il suo cammino fino alla foce è sicuramente fra i punti più controllati del nostro territorio. Ma negli ultimi anni a dare maggiore apprensione soprattutto con l’arrivo delle piogge autunnali, è sicuramente il fiume Reno.

Lo scorso autunno nel centese si è dovuti intervenire con la protezione civile affinché si effettuassero delle operazioni che scongiurassero un eventuale esondazione. Il fiume che separa la provincia di Ferrara da quella di Bologna inoltre mostra un altro punto di debolezza nell’argentano. Negli ultimi anni infatti le aree golenali della zona sono state mangiate dalle recenti piene del fiume che ha risentito delle forti precipitazioni che si sono verificate soprattutto a monte.

I fiumi del ferrarese inoltre presentano un altro punto debole negli argini. Secondo un recente rapporto della commissione istituita dalla Regione per studiare le cause che hanno portato all’esondazione del Secchia, secondo quanto pubblicato dal Fatto Quotidiano, c’è infatti anche quella dovuta ai lavori che effettuano negli argini gli animali selvatici. Nutrie, ma anche tassi e volpi infatti creano delle buche che possono indebolirli al passaggio di una piena importante dei fiumi.

C’è poi tutto il sistema delle bonifiche che necessita di nuovi finanziamenti. Il Consorzio Bonifiche di Ferrara, a fronte anche dell’aumento delle spese dell’energia elettrica che serve per far funzionare gli impianti, indiscrezioni parlano di 5milioni di euro di spesa, infatti ad una recente assemblea dei soci del consorzio, i 24 Comuni della provincia e alle associazioni di categoria del settore agricolo, ha portato all’ordine del giorno un documento in cui si parla della necessità di ben 40milioni di euro per eseguire una corretta manutenzione di tutto l’impianto che regola il sistema nel ferrarese.

Finanziamenti che solo in parte possono essere coperte dalle amministrazioni comunali che di questi tempi devono fare i conti con la spending – review e con la crisi e che quindi, per non mettere a repentaglio la sicurezza, potrebbero ricadere proprio sulle tasche di tutti i ferraresi.

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