Analisi delle acque: Pfas riscontrati a Santa Maria Maddalena ma arrivano da Ferrara

L’amministrazione comunale di Occhiobello è stata informata dalla società Acquevenete che, nell’ambito dei controlli di routine svolti dal laboratorio interno, sono stati riscontrati valori relativi alla presenza di un composto perfluoroalchilico (C6O4) in concentrazione superiore al limite di rilevabilità, in corrispondenza di una cassetta di prelievo in località Santa Maria Maddalena.

Tale cassetta fa riferimento alla fornitura acquedottistica che arriva dalla stazione di Hera, in Comune di Ferrara, e che preleva acqua dal fiume Po. La fornitura in questione interessa una parte del territorio di Santa Maria Maddalena. Al momento, in base ai dati in possesso degli organi competenti, non vengono riscontrate condizioni tali da dichiarare la non potabilità dell’acqua.

Pur non essendo presente allo stato attuale un limite normativo nazionale per la sostanza rilevata, Acquevenete ha richiesto ad Hera di mettere in campo sollecitamente le misure necessarie a riportare le concentrazioni della sostanza a un livello inferiore al limite di rilevabilità. Il sindaco Sondra Coizzi rimane costantemente in contatto con Acquevenete per essere informata relativamente al monitoraggio effettuato sulla fornitura proveniente da Hera Ferrara. L’amministrazione comunale provvederà a mantenere informata la cittadinanza

COSA SONO I PFAS. La sigla indica Sostanze Perfluoro Alchiliche (acidi perfluoroacrilici): è una famiglia di composti chimici utilizzata prevalentemente in campo industriale. si tratta di acidi molto forti che dagli anni cinquanta sono usati nella filiera di concia delle pelli, nel trattamento dei tappeti, nella produzione di carta e cartone per uso alimentare, per rivestire le padelle antiaderenti e nella produzione di abbigliamento tecnico, in particolare per le loro caratteristiche oleo e idrorepellenti, ossia di impermeabilizzazione. Gli effetti sulla salute di queste sostanze sono sotto indagine: al momento, sono considerati tra i fattori di rischio per un’ampia serie di patologie. Si ritiene che i PFAS intervengano sul sistema endocrino, compromettendo crescita e fertilità, e che siano sostanze cancerogene. Non si tratta di sostanze dagli effetti immediati. Se smaltiti illegalmente o non correttamente nell’ambiente, i PFAS penetrano facilmente nelle falde acquifere e, attraverso l’acqua, raggiungono i campi e i prodotti agricoli, e perciò gli alimenti. Nel 2013 uno studio del CNR aveva individuato nei comuni compresi tra Padova, Vicenza e Verona elevate concentrazioni di queste sostanze. Recentemente sono intervenute alcune decisioni da parte della Giunta regionale veneta e del Ministero della Salute.

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