Per il riso italiano arriva l’etichetta con l’indicazione d’origine

“Esprimiamo soddisfazione per i risultati ottenuti con la nostra mobilitazione sul riso che ha visto la presenza a Roma di tanti produttori dell’Emilia Romagna preoccupati per il loro lavoro. Gli impegni assunti dal ministro delle Politiche Agricole rispondono alle richieste avanzate con la nostra piattaforma e forniscono strumenti per guardare al futuro con ottimismo”.

Così il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello, ha commentato lo storico ok all’indicazione di origine obbligatoria per il riso che pone finalmente fine all’inganno del falso Made in Italy con un pacco su quattro venduto in Italia che contiene prodotto straniero all’insaputa dei consumatori.

Nel corso della mobilitazione “SosRisoItaliano”  https://www.telestense.it/la-guerra-del-riso-a-roma-la-protesta-di-coldiretti-ferrara-ce-20170413.html?cat=21– sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – il Ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha accolto le richieste e annunciato la firma assieme con il Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, del decreto per sperimentare l’origine dei prodotti a base di riso nell’etichetta. Oltre all’obbligo dell’origine, l’Italia chiederà a Bruxelles l’attivazione della clausola di salvaguardia per bloccare le importazioni di riso dai Paesi che godono del sistema tariffario a dazio zero nonostante utilizzino in maniera intensiva pesticidi vietati da anni nella Ue e sfruttino il lavoro minorile, come denunciato dai produttori di Coldiretti. Inoltre, sarà avviato in via sperimentale l’assicurazione del reddito per i risicoltori sulla falsa riga del settore del grano duro.

Al via anche un piano straordinario per la promozione e l’informazione sul riso italiano, necessaria per rimediare all’immobilismo dell’Ente Risi. Misure necessarie per difendere un settore in cui l’Italia – sottolinea Coldiretti – è primo produttore europeo, grazie alla coltivazione su un territorio di 234.300 ettari, per una produzione di 1,58 milioni di tonnellate (49% dell’intera produzione UE) realizzata grazie a 4.300 aziende risicole e circa 100 industrie risiere per un volume di affari di circa 1 miliardo.

Con le importazioni di prodotto straniero spacciato per italiano che nel 2016 hanno raggiunto il record storico – commenta l’organizzazione dei coltivatori – l’introduzione dell’obbligo dell’etichetta, fortemente sostenuta da Coldiretti, va finalmente a tutelare una realtà da primato per qualità, tipicità e sostenibilità e, con essa, il lavoro di oltre diecimila famiglie tra dipendenti e imprenditori impegnati nell’intera filiera

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