“Ancora utili”: progetto in crisi?

Dopo le riserve che hanno portato i docenti della facoltà di Farmacia dell’università di Ferrara a prendere le distanze dal progetto “ancora utili” , Riccardo Zavatti, direttore di AFM interviene per difendere la bontà dell’iniziativa e dice “Non capisco le perplessità e comunque dall’Università non è venuta alcuna segnalazione ufficiale”.

Riccardo Zavatti, direttore dell’azienda farmacie comunali di Ferrara, difende il progetto e si dichiara dispiaciuto di avere appreso solo dal telegiornale di Telestense delle perplessità che hanno portato i docenti della Facoltà di Farmacia dell’ateneo estense a ritirarsi dall’iniziativa. Il progetto, messo in campo nel 2010 da Last Minute Market a Ferrara si chiama “Ancora Utili“ e si propone di raccogliere e riutilizzare i medicinali non scaduti provenienti dalle donazioni di privati cittadini, di ambulatori e strutture ospedaliere a favore degli Enti no profit, che li inviano in ospedali africani, bisognosi di medicinali di vario genere. Le riserve di cui ha parlato Telestense nel tg di venerdì 9 novembre, sono giunte, dice Zavatti, come un fulmine a ciel sereno, per la maggior parte di chi aderisce a questo servizio, vale a dire Comune e Provincia di Ferrara, Farmacie Comunali, Azienda USL di Ferrara, Università , Associazione Farmacia Senza Frontiere, Gruppo Hera Ferrara, e Last Minute Market s.r.l. spin-off dell’Università di Bologna. Zavatti descrive il progetto con entusiasmo e dice di credere nei suoi obiettivi. “Le farmacie, spiega, pubbliche e private, raccolgono i farmaci inutilizzati portati dai cittadini, quindi selezionano quelli integri, non scaduti, ancora utilizzabili, inviandoli poi ad un primo punto di raccolta, dove alcuni volontari, studenti di Farmacia, sotto la guida di un docente, completano la selezione e li smistano, affidandoli alle Onlus che ne faranno uso in alcuni ospedali africani. “

Questo, almeno fino a qualche tempo fa, fino a quando cioè la docente che se ne faceva carico è andata in pensione. Da quel momento sembra che nessuno in Facoltà abbia più voluto farsene carico. Mail progetto in questi mesi si è ampliato e d è stato necessario spostare in altra sede lo stoccaggio dei medicinali, aggiunge Zavatti, una sede più ampia messa a disposizione dal Comune di Ferrara, che, acausa del terremoto del 20 maggio è stata chiusa un paio di mesi, ma ora è di nuovo agibile, una serie di contingenze problematiche , conclude con amarezza il direttore delle farmacie comunali, che , unite alle perplessità che hanno portato i docenti di Farmacia a rifiutare la responsabilità di coordinare gli studenti volontari , potrebbero mettere in discussione il progetto e decretarne la fine. Questa, commenta Zavatti, la reazione a caldo. Ma il progetto funziona, continua, e potremmo decidere di fare a meno dell’Università, che certamente lo nobilitava. Restiamo, conclude, in attesa di comunicazioni ufficiali, che nonostante i recenti incontri, non ci sono state.

Il progetto, lo ricordiamo, è stato premiato agli “Oscar della Salute 2011” assegnato dalla Rete Italiana Città Sane, associazione promossa dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità0) per “l’ottimale coinvolgimento dei singoli cittadini e delle associazioni di volontariato”, accanto alla promozione dei messaggi sulla condivisione e solidarietà, oltre che sul corretto smaltimento dei farmaci. Nel comunicato che si legge sul sito di Hera fra 2010 e maggio 2011 sono stati donati farmaci per un valore commerciale di oltre 42mila euro a favore di associazioni che operano in tre strutture sanitarie del Congo, della Tanzania e dello Zimbawe.

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