Anna, Rossella, e poi? Due donne al centro di scontri interni al potere, fra lettere minatorie, dimissioni forzate, nomi di mandanti segreti.

E’ una vicenda ancora piena di lati oscuri, potrebbe avere un finale imprevisto e imprevedibile, come ha dimostrato lo svolgersi degli eventi e delle rivelazioni fino ad oggi. Tuttavia una cosa salta agli occhi e appare francamente strana, ed è  che al centro di questa controversia tutta interna al Partito di maggioranza relativa dentro la maggioranza di centrodestra, che guida il Comune di Ferrara da due anni, ci sia ancora una volta una donna, una consigliera eletta nelle file della lista Lega Salvini Premier, che si scontra con l’uomo forte e vero leader cittadino  del Partito, ossia il Vicesindaco, Nicola Lodi.

Lo scontro fra Rossella Arquà e Nicola Lodi ripete pari pari uno scontro analogo che portò il 27 dicembre di due anni fa, a soli  sei mesi dall’insediamento della nuova maggioranza, Anna Ferraresi a traslocare dal gruppo della Lega al gruppo Misto.

In questo caso per la Arquà  la vicenda potrebbe concludersi con la cancellazione dal Consiglio comunale, visto che lo stesso presidente del Consiglio si è affrettato a farle firmare un documento di dimissioni, prima che lei decidesse di rassegnarle autonomamente.

Ma qui sta il busillis, come spiega il legale della Arquà, avvocato Fabio Anselmo: le dimissioni da un organo istituzionale elettivo sono qualcosa di molto serio e vincolante, disciplinato, quindi, da una normativa specifica e dettagliata che qui sembra non essere stata osservata.

Lo scontro segue uno schema che, varianti a parte, mette in scena il crollo improvviso della precedente armonia fra il leader, uomo forte al comando, come lui stesso in tante occasioni si è proposto, e le donne elette, tutte neofite della politica, arruolate, per la fedeltà nei confronti del leader, che ad un certo momento si presenta come vittima di un atto di infedeltà, o peggio, in questo caso, di minacce di azioni violente da parte della sua ex protetta.

A parte le dinamiche politiche implicite in questo tipo di relazioni, per come vengono raccontate dagli stessi interessati, viene da chiedersi che cosa abbia fatto scattare l’improvviso voltafaccia delle due consigliere: vendetta personale? Invidia? Gelosia? Come si tende a far credere o c’è invece qualcosa di diverso, come hanno sostenuto in momenti diversi le dirette interessate? Ad Anna Ferraresi sembra non andassero  a genio alcune politiche del suo partito, e che per metterla a tacere le sia stato offerto un posto di lavoro ben retribuito in cambio di  dimissioni volontarie. Caso finito sotto inchiesta, con seguito di lettere anonime, tentativi di diffamazione, etc… Azioni  a cui la Ferraresi ha risposto sempre puntualmente con querele ed esposti dando seguito ad azioni legali.

Che cosa succederà alla Arquà? Saranno, come Lei chiede, annullate le dimissioni, che dice di avere dato su pressione altrui, come, secondo le ultime rivelazioni,  avrebbe fatto,  inviando le lettere anonime su mandato di qualcuno? Sarà reintegrata in consiglio o dovrà battersi in tribunale per far emergere quella che lei definisce la verità  su una vicenda, alquanto torbida, che l’ha portata sui media come donna pericolosa e potenzialmente violenta?

Come non vedere in questo schema la triste ombra della relazione fortemente squilibrata fra chi detiene il potere nella società patriarcale, cioè  l’uomo, e chi, dopo essere stata ammessa a farne parte, ne diviene vittima, quando non va più a genio al potere?

L’analogia è forte e induce ad accendere i riflettori anche da questo punto di vista su una vicenda, che, effettivamente, come dice il direttore de Il Resto del Carlino Ferrara, se è patetica sul piano politico e deprimente su quello dell’immagine,  per la fama che riverbera a livello nazionale sulla città, diventa insopportabile sul piano dell’arroganza nei confronti di una donna,  bersaglio debole per eccellenza e tradizione nella cultura maschilista, di cui ancora sono impregnate aree vaste della nostra società.

Se questa e’ una ricostruzione tendenziosa, lo sapremo dalle rivelazioni che Rossella Arquà potrebbe fare anche prima di essere chiamata in tribunale, oppure dall’esito delle  inchieste e dalla magistratura, da cui ci si attende di conoscere con la verità giudiziaria, anche la responsabilità delle singole parti in causa.

 

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