Anno nuovo, Fil Rouge invita i cittadini ad esprimersi sulla ripartenza post Covid

 Anno nuovo, Fil Rouge Nuovo

Il 27 aprile dell’anno scorso aprivo questo blog collettivo, Fil rouge,   perché raccogliere  voci e pensieri di  chi  viveva  in solitudine o in famiglia la novità, per molti sconvolgente,  del lockdown, mi sembrava potesse unire chi, per ragioni di forza maggiore,  era costretto a vivere questa inattesa stagione della nostra vita  fisicamente separato dagli amici, dai conoscenti,  dai propri colleghi di lavoro e perfino di quartiere.

A poco più di un anno di distanza, nel momento in cui i vaccini e la stagione ormai mite sembrano allontanare lo spettro dell’isolamento e permetterci di tornare a vivere una quasi normale socialità, credo sia il momento di accogliere altre voci, quelle di chi, dopo un lungo blocco comunicativo,  vuole riflettere su questa “ritorno” alla vita, per chiedersi come si stia manifestando, che cosa stia succedendo, chi stia dando la direzione di marcia e in vista di quale futuro

Oggi c’è in molti, giovani e donne soprattutto, il desiderio di tornare nelle piazze, non più solo virtuali, per esprimersi, farsi sentire, tornare a dire “Io ci sono”.

C’è molta voglia in giro di parlare non più solo di Covid, ma della  vita  della propria città e del Paese. Voglia di tornare a confrontarsi, dialogare, partecipare. Mettere da parte le paure, l’ansia, la cautela adottate in questi mesi come  strumenti di solidarietà civile, oltre che di sicurezza per la salute propria e altrui, per riflettere sui modi della ripresa, su come si intenda voltare pagina, se  davvero ce n’è l’intenzione, dopo tanti atti di fede su “ il virus ci renderà migliori” e “ mai più come prima” .

Nel lessico di questi mesi  sono circolate ampiamente parole come “svolta e  cambiamento”, foriere della speranza di un mondo migliore, se non altro più preparato ad affrontare eventuali successive pandemie, ma anche più giusto, più ecologico, più inclusivo, più a misura di giovani, vecchi, donne, ambiente, etc…

Insomma Covid 19 , come ogni malattia potenzialmente mortale, dovrebbe averci indotto, nel pensiero dei più ottimisti,  a riconoscere gli errori pregressi e a farne  tabula  rasa. In sostanza a pentirci e a fare buoni propositi per il futuro. Almeno un po’ alla volta.

Non devono, forse,  servire a questo i fondi dell’Europa intitolati alla “Next generation EU” , cioè alla generazione destinata a trarre i benefici dalla svolta auspicata, oltre che a pagarne in parte i costi?

Ecco questo blog “FIL rouge” da oggi accoglierà le riflessioni, le analisi, le proposte di chi vorrebbe spendersi per una vera svolta, sia mettendo in guardia dal rischio di ricadere nei soliti errori, abitudini, pratiche e linguaggi, sia suggerendo nuove visioni e  nuove ipotesi per il cambiamento.

Do, quindi, fin da subito il benvenuto al primo intervento su questo nuovo Fil rouge. E’ di un giovane giornalista  e scrittore ferrarese,  Matteo Bianchi.

 

Dalia Bighinati, curatrice del Blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *