A Ferrara nasce lo “Spazio Antonioni”. Il Teatro riapre – INTERVISTE

Lo “Spazio Antonioni”, dove il grande regista ferrarese premio Oscar alla carriera nel 1995 “tornerà a parlare al mondo”, è stato individuato: sarà il Padiglione di arte contemporanea, in corso Porta Mare 5, a Ferrara.

La collocazione è stata annunciata oggi nel corso del pomeriggio di eventi legati alla riapertura del Teatro Comunale ‘Claudio Abbado’, a cui hanno partecipato la regista, attrice e moglie di Antonioni, Enrica Fico, l’assessore Marco Gulinelli, il presidente del Teatro Comunale di Ferrara Michele Placido e il direttore Moni Ovadia. Tutti, ieri, si sono recati proprio al Pac per un sopralluogo e questa mattina il presidente del teatro Placido, con Enrica Fico, hanno anche fatto visita alla cappella Antonioni alla Certosa.

Con la scelta del Pac si compie un percorso che il presidente di Ferrara Arte Vittorio Sgarbi aveva anticipato  nei mesi scorsi. Il 10 febbraio 2021 – in occasione dell’inaugurazione della mostra di Italo Zannier, attualmente ospitata negli spazi di corso Porta Mare – aveva ipotizzato che fosse proprio quella sede ad essere dedicata al grande regista.

Le interviste durante la riapertura del Teatro Comunale

“Ci piace l’idea che lo spazio Antonioni sia per Michelangelo un ritorno a casa – ha detto Enrica Fico -. Non sarà quindi un museo a lui dedicato, ma una vera e propria casa. Le case di Michelangelo erano piene di atti creativi. Lo spazio Antonioni a Ferrara non sarà quindi solo il posto dove vedere i suoi film, i suoi quadri, le sue 11mila foto, ma inviteremo anche le persone che, nel nome di Michelangelo Antonioni, vogliono fare e insegnare arte, non solo cinema. Perché il Pac? Michelangelo amava i posti ampi e luminosi, e la luce cambia continuamente. Starà anche a noi valorizzarla. Il giardino attorno al Pac potrà inoltre diventare un cinema all’aperto”.

“E’ un progetto che per noi è stato fin da subito prioritario – ha sottolineato l’assessore al cultura del Comune di Ferrara Marco Gulinelli -. Già dopo pochi mesi – in occasione della prima ricorrenza della nascita del Maestro dal nostro insediamento – abbiamo avviato il percorso, aprendo prima l’archivio online del museo Antonioni, quindi abbiamo iniziato a lavorare a una sede stabile. Oggi quel percorso compie un passo fondamentale. Tutto il mondo aspetta l’apertura e noi siamo già al lavoro per arrivare all’obiettivo”.

Michele Placido ha parlato dello Spazio Antonioni come di una missione, da portare a termine nei tempi del suo mandato alla presidenza della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. “Michelangelo Antonioni, uno dei registi più importanti dell’espressione cinematografica mondiale, è di Ferrara. La mia missione, e insieme quello che io sento come un incarico, è riportare Michelangelo a casa, riportare Antonioni a Ferrara e costruire insieme alla città quella che potrebbe essere la casa di tante arti”.

Arte, cinema, fotografia, letteratura: uno spazio che per Placido non sarà confinato solo al Pac, ma deve diventare capillare sulla città e avere un respiro europeo. “Tutta Ferrara è lo Spazio Antonioni, ogni angolo. Proietteremo film in tutta la città, anche fuori dal cimitero monumentale. Ci sarà un momento dedicato ad Antonioni anche durante la programmazione estiva del Teatro e  siamo già al lavoro per il 29 settembre, nel giorno della nascita del regista, per creare una giornata in suo onore”.

Il direttore del Teatro Moni Ovadia ha detto: “I grandi maestri – com’è stato anche Antonioni – non muoiono mai, la loro immortalità sta nel riuscire a parlarci ancora, a comunicare, a insegnarci. Michelangelo Antonioni, tornando nella sua Ferrara, attraverso questa ‘casa’ rende tutti i luoghi immortali. Riporta uno sguardo e dà una nuova visuale, nutrirà il tessuto sociale e la sua presenza potrà far diventare la città patrimonio Unesco ulteriormente un luogo del mondo”.
Presente oggi anche Toni Trupia, regista che ha collaborato alla messa in scena della Passio Christi: “Ogni racconto, ogni pensiero di Michelangelo Antonioni suggeriscono film. E’ stato un poeta del cinema”.

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