Antonj Laera: “Non perdo mai, o vinco o imparo”

E’ il motto del tecnico di Ferrara United

“La pallamano mi ha sempre “salvato”: in ogni momento complicato della mia vita è stata una valvola di sfogo, la mia forza, la mia rinascita. Questo sport – per me – oltre ad essere il mio lavoro, è la mia passione. Com’è quel detto? Fa quello che ti piace e non lavorerai neanche un giorno della tua vita.” Antonj Laera, classe 1984, non è un semplice allenatore…. ma un condottiero capace di trasmettere tutta la sua “grandezza” pallamanistica – ed umana – frutto di passione, conoscenza, dedizione e professionalità senza mai mettere in secondo piano principi e valori di notevole spessore. Un amore per questa disciplina sbocciato alle scuole elementari, attraverso i Giochi della Gioventù. “Sono sempre stato un tipo curioso”, le parole di coach Laera, “quando per la prima volta avevo sentito parlare di questo sport a me sconosciuto, avevo deciso di provarlo. Me la cavavo bene e quindi mi sentivo protagonista, poi i bravi insegnanti avevano fatto il resto.” Entrando più nel dettaglio. “La pallamano è un gioco spettacolare, molto veloce e imprevedibile dove – per ogni gara – non esiste un risultato certo. Un errore in fase offensiva può diventare subito un’opportunità per gli avversari di segnare una rete, quindi recuperare un divario è sempre possibile: questo aspetto rende le partite, molto spesso, adrenaliniche. Ecco, questo suscita in me la pallamano: adrenalina pura a cui non riesco farne a meno…. è come una droga.” Una carriera che parla da sola. “Ho smesso di giocare all’età di 23 anni a causa di continui infortuni al ginocchio; ero un’ala, ma giocavo anche nei ruoli centrali. Fin da piccolo mi sentivo un allenatore in campo, non mi arrendevo mai e motivavo continuamente i miei compagni; accettare le sconfitte era molto difficile per me. Mentre studiavo Scienze Motorie allenavo i più piccoli con Gianni Pizzutilo (fondatore e intramontabile dirigente e allenatore della Pallamano Putignano). I continui infortuni al ginocchio hanno accelerato la mia carriera di allenatore: ho iniziato – di fatto – a 19 anni per poi dedicarmi in maniera definitiva dai 23.” Gli esordi con le categorie Under del Putignano, società del suo paese, e come vice allenatore della prima squadra che allora militava nel campionato di serie A2. “Nel giro di pochi anni”, incalza Antonj Laera, “io e tutto lo Staff abbiamo costruito un settore giovanile molto forte capace di vincere diversi Campionati Regionali partecipando così alle Finali Nazionali (raggiungendo anche una Finale Scudetto contro Trieste). Poi sono andato a fare esperienza come vice allenatore a Fasano (Campionato Elite) e successivamente a Conversano nella squadra femminile in A2. In seguito sono tornato ad allenare la squadra di casa in serie A2 dove abbiamo vinto il Campionato e raggiunto lo storico traguardo della serie A1; purtroppo il sogno è durato poco perchè una grave crisi economica ha messo in ginocchio la società, facendola ripartire dalla serie B.” Il cammino non si è certo fermato: l’esperienza a Lussemburgo come vice di Riccardo Trillini (attuale CT della Nazionale Italiana), conquistando due Coppe Nazionali. Poi il Brescia femminile (neo promossa nella massima serie), Mezzocorona nel maschile in serie A2. In questa stagione l’approdo a Ferrara con lo United. “Fortunatamente ho potuto scegliere tra diverse proposte”, incalza il condottiero, “ma Ferrara United è stata la società che più di tutte mi ha trasmesso la volontà di guardare al futuro con calma e senza strafare. Insieme stiamo programmando un percorso di crescita che rispetti i tempi necessari per diventare una realtà solida sul territorio Nazionale. Roma non si è costruita in un giorno. Il Team è molto affiatato; siamo organizzati anche perchè abbiamo come guida l’Ariosto Pallamano Ferrara, società storica. La strada da percorrere è ancora tanta sotto tutti gli aspetti, tuttavia abbiamo consapevolezza per quanto riguarda il lavoro da fare. A livello personale, questa piazza, è un nuovo punto di partenza: il sogno è allenare la Nazionale Italiana.” La conclusione. “Trasmetto sempre la passione: puoi essere bravo ma se manca quella non arrivi da nessuna parte. In cambio ricevo continui momenti di crescita professionale e umana: credo di essere la somma di tutte le esperienze vissute.” Il motto? “Non perdo mai: o vinco o imparo.”

One thought on “Antonj Laera: “Non perdo mai, o vinco o imparo”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *