Apericena e street food: è boom. L’indagine Coldiretti

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Apericena: è boom.

A dirlo è Coldiretti che dopo aver effettuato uno studio sulle nuove abitudini alimentari degli italiani stima che un terzo della spesa per il mangiare vada in pasti consumati fuori casa e cioè 76 miliardi contro i 220 totali che servono per comprare generi alimentari. Un’abitudine partita al Nord che si è presto diffusa anche nel Sud, sopratutto per degustare anche i vini italiani, i formaggi tipici, salumi e anche nuove pizze.

Se sette persone su dieci continuano a consumare i pasti principali a casa, quello del pranzo è sempre più spesso fatto fuori casa. Per esigenze lavorative ma non solo. E se si analizza l’età degli italiani più si è giovani e più il mangiare fuori diventa un’abitudine. Se la cena tuttavia è sopratutto programmata fuori casa nei week-end lo street food, piadina , arrosticini, ma anche gli arancini sono sempre più diffusi, sopratutto fra i giovani e sopratutto per il basso prezzo. Sono buoni pronti e per questo Coldiretti stima che il fenomeno è sempre più in crescendo. Per Coldiretti l’abitudine dello street food sembra aver contagiato 35milioni di abitanti perché concilia l’esigenza del risparmio con quella di conoscere le specialità tipiche di un territorio. Specialità – sostiene Coldiretti – che molto spesso possono essere degustate passeggiando.

Fra gli street foodo più diffusi anche il kebab, che Coldiretti tuttavia stima essere in netto calo rispetto al passato. Un rinnovamento del nostro modo di mangiare dunque che non riguarda solo i bar. Gli apericena sono visti sempre più come un momento di svago. Le novità tuttavia si possono degustare anche nei ristoranti. Tra le novità infatti della tavola fuori da casa Coldiretti registra la scelta di molti chef di preparare i propri piatti utilizzando ingredienti dell’orto che si impegnano a coltivare personalmente o con l’aiuto degli agricoltori come nel caso dei mercati di Campagna amica.

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