Appaltopoli: motivazioni e polemiche

“Per carenza di riscontri esterni alle affermazioni della dichiarante Amoruso, deve essere pronunciata sentenza di assoluzione per abuso d’ufficio e turbativa d’asta per gli imprenditori non essendo emersa adeguata prova all’esito del’istruzione dibattimentale circa la sussistenza dei fatti. E’ escluso dall’assoluzione di turbativa d’asta, e solo per i lavori di via Pignare, il funzionario comunale Enrico Pocaterra”.

Così i giudici Luca Marini e Silvia Giorgi motivano la sentenza di assoluzione degli imprenditori rimasti coinvolti nell’inchiesta più conosciuta come Appaltopoli. Dodici titolari d’impresa locali che insieme ad un funzionario comunale sono stati accusati di aver fatto cartello per 28 lavori del Comune da eseguire in città, nel periodo fra il 2005 e il 2006.

Le motivazioni arrivano novanta giorni dopo la chiusura di un processo durato due anni, dopo tre di indagini della procura, che ha costruito l’impianto accusatorio sulle affermazioni di un altro funzionario del Comune, Maria Amoruso.

Motivazioni alle quali seguono in questi giorni alcune osservazioni di alcune difese degli imprenditori assolti, a seguito anche di alcuni articoli pubblicati sulla stampa locale.

“La sentenza ha accolto in pieno tutte le nostre considerazioni”– replicano le difese dell’imprenditore Umberto Baraldi di Eurotech, gli avvocati Claudio Maruzzi e Pasquale Longobucco. “Più volte si evidenzia in sentenza la mancanza di riscontri al racconto dell’Amoruso, le cui dichiarazioni più volte sono state sconfessate” affermano ancora i legali di Eurotech che rimarcano che il loro assistito “è stato assolto perché il fatto non sussiste in quanto la turbativa d’asta non è stata dimostrata”.

Si aggiunge anche la replica delle difese dell’imprenditore Sergio Amrbosone, rappresentata dagli avvocati Carlo Bergamasco e Cataldo Mascoli.

“Nel processo gli elementi a carico di Ambrosone si sono rivelati per quel che erano, cioè non sufficienti a dimostrare l’ipotesi dell’accusa basata sulle dichiarazioni dell’Amoruso”:

Bergamasco e Mascoli chiudono l’intervento affermando: “ Non si può provare ciò che non esiste e proprio per questo serve un processo giusto”.

Le repliche integrali delle difese si possono leggere anche sul nostro sito internet: www.telestense.it

[flv]rtmp://telestense.vod.weebo.it/vodservice/20120510_03.flv[/flv]

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